Da Witsel alla Juve a Maradona allenatore del Napoli: ecco cinque cose che nel calcio non succederanno mai!

Nella vita tutto è possibile, basta crederci.” “Mai dire mai, tutto può accadere.” O anche non accadere. Ecco, stendiamo un velo pietoso su queste frasi tumblr da 14enni depresse e andiamo al sodo.

Nel calcio, soprattutto in occasione delle sessioni di mercato, si susseguono voci misteriose ed intriganti, considerate assolutamente fattibili e ridotte poi a pure fantasie. Più o meno la stessa nostra situazione quando la figa di turno ci ferma per chiederci semplicemente da accendere e noi già pensiamo a come conquistarla per portarcela a letto.

Dunque non tutto è possibile nella vita, per esempio Maradona difficilmente un giorno allenerà il Napoli. E noi non scoperemo mai con la figa di turno.

Da Witsel alla Juve a Maradona allenatore del Napoli: quando la fantasia supera la realtà!

Ecco le voci sulle 5 big italiane che ogni anno si ripetono sui giornali o su Internet con più frequenza della rottura del crociato di un giocatore romanista e che non si avvereranno mai.

Se domani leggete in prima pagina Tassotti allenatore del Milan, noi non ci assumiamo alcuna responsabilità.

Calciomercato, Da Witsel alla Juve a Maradona allenatore del Napoli: ecco cinque cose che nel calcio non succederanno mai!

  1. Uno che con l’Inter è nato e cresciuto, guadagnando poi da giocatore un bottino di soldi, li mortacci sua, è Walter Zenga, uno che i colori nerazzurri li porta con orgoglio in giro per il mondo.  Ebbene, dopo ogni esonero dell’allenatore interista di turno, magicamente il suo nome compare sulle prime pagine dei giornali sportivi. Addirittura Mourinho lo aveva fregiato del titolo di suo “successore”, ma se la società preferisce ingaggiare gente come Benitez, Mazzarri o De Boer la pazienza se ne va a puttane come Rooney il sabato sera. Per non parlare del “PochoLavezzi, dato per fatto all’Inter ogni mese di agosto e gennaio per completare il tassello di top player e poi trasferitosi nel 2016 all’Hebei Fortune perchè “la cultura cinese mi affascina”. Certo, la cultura cinese

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  1. Quando adocchi una tipa figa e con il tuo savoir faire riesci ad accalappiartela, ma dopo un tira e molla faticoso alla fine lei preferisce un altro più brutto ma molto più ricco. Questa è la storia di Axel Witsel con la Juventus, partita nel 2016 quando, all’ultimo giorno di mercato, non si riesce a ratificare l’operazione perchè Lucescu, in preda all’ansia di trovare il primo ammollato di turno come sostituto di Witsel, fa precipitare il suo bicchiere di whisky sulla stampante e manda in fumo il trasferimento dei documenti via fax. Anno dopo, Juvent… anzi no. Arrivano sul piatto 18 milioni a stagione dal Tianjin di Cannavaro contro i 3,5 offerti dalla Juve: un confronto impari, quasi quanto un selvaggio Real Madrid-Benevento. Ma noi avremmo scelto il cuore, quello che ha usato Alessandro Nesta nel rifiutare la Juventus. Un pressing, quello dei bianconeri, durato 10 anni ma utile come Howedes nella rosa della Juve. Alessandro stava bene nella Lazio, così bene che arrivava a compiacersi di rifiutare squadre come Real Madrid e Juventus. Forse quello di Gascoigne non era davvero cocco in polvere caro Nesta
  1. A Napoli contano 3 cose: la cleptomania, il culto di San Gennaro e soprattutto quello di Maradona. San Gennaro purtroppo non può materializzarsi e i cleptomani in terra campana sono dovunque, dunque l’unico sogno ancora rimasto nel cassetto dei napoletani è quello di vedere un giorno “el Pibe de oro” sulla panchina del San Paolo. Utopia? Beh, fino ad ora sì, probabilmente lo sarà anche in futuro. In ogni caso, è bello pensare come Maradona possa, un giorno lontano, aiutare il Napoli a vincere lo scudetto: sapete quanto veloci andrebbero in campo i suoi giocatori…

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  1. C’è chi, nella vita, vuole primeggiare e giocarsi tutto sotto la luce dei riflettori e chi, vivendo sempre all’ombra di qualcuno, riesce comunque a raggiungere il suo obiettivo. Risponde al secondo identikit Mauro Tassotti, eterno secondo allenatore del Milan da quando Boniperti faceva ancora faville per i campi di calcio e i Beatles registravano Abbey Road. Inutile ricordare le innumerevoli volte in cui  Tassotti è stato accostato al ruolo di primo allenatore sulla panchina del Milan, inutile soprattutto per lui che il suo stipendiuccio se lo prende sempre. Ora allena la Nazionale Ucraina… ah dimenticavamo: anche lì fa il vice.
    Uno che è invece desiderato dai tifosi rossoneri per un ruolo in dirigenza è la leggenda Paolo Maldini. Il problema si pone se Maldini vuole diventare il nuovo Galliani e la società gli preferisce Marco Fassone. A mai più, insomma.

1. Fai 318 presenze con la Roma, segni una cinquantina di gol e giustamente i tuoi tifosi si aspettano di vederti un giorno nelle vesti di allenatore, almeno quando la squadra va peggio di una normale stagione del Milan. Giuseppe Giannini, chiamato il “principe” per la sua tendenza a ricercare fighe dell’alta nobilità romana dopo le vittorie in campo, è il classico jolly su cui i giornali puntano per individuare un mister X della panchina giallorossa, anche se non c’entra nulla. E in effetti, l’ex capitano giallorosso ha fatto di tutto pur di dribblare le voci che lo volevano allenatore della Roma: tra tutte le squadre allenate, troviamo Sambenedettese, Arges Pitesti (?) Massese, Gallipoli, Libano (!!!) e attualmente il Racing Fondi. Cari tifosi giallorossi, continuate a sperarci oppure aspettate di vederlo con un’aquila sul petto?