TOP 5 Serie A – 16° Giornata

Come ogni settimana, arriva la TOP 5 di Schiaccio e Non Faccio Fatica sul turno di campionato appena concluso.

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Nella prima giornata di ritorno nel campionato di Serie A continua la corsa in vetta dell’Armani Exchange (sei gli uomini in doppia cifra), che nel match di mezzogiorno regola senza troppi problemi Reggio Emilia. In attesa del recupero di domani a Cremona, la squadra di Messina distribuisce equamente nei primi due quarti i 62 punti segnati alla pausa, chiudendo ogni discorso nei quattro minuti prima dell’intervallo. Il parziale di 19-2, intervallato dal solo canestro di Leo Candi, porta la capolista dal +9 al 62-36 di metà gara ed è firmato integralmente Rodriguez – Roll – Punter, mentre sul fronte opposto, in attesa di Petteri Koponen, non è brillante il debutto di Dominique Sutton: l’ex Trento e Brindisi chiude con due punti in 12’.


Alle spalle di Milano perde contatto proprio l’Happy Casa (Harrison 23, Thompson 17) meno brillante del solito al cospetto di una Reyer, al contrario, solidissima soprattutto nel secondo tempo. Messaggio chiaro al campionato dalla squadra di De Raffaele, senza Mazzola e con Chappell in tribuna per turnover: quattro triple, a partire dall’ultima delle sei mandate a segno da Bramos, schiodano la parità a 44 e lanciano Venezia fino al +16, prima della prodezza di Harrison da 20 metri sulla sirena di terzo quarto. La Reyer non è solo 16/33 dai 6.75, ma anche una difesa granitica ed un Wes Clark, neoacquisto ed ex di turno, che la chiudo con 10 dei suoi 14 punti totali a bersaglio nel quarto periodo.


Ne approfittano, alle spalle, Sassari e Virtus Bologna, che agganciano la seconda piazza pur con una partita in più (Brindisi deve recuperare la gara di Varese) e lo scontro diretto perso in casa nel girone d’andata. La Dinamo (16/30 dall’arco e sei uomini in doppia cifra) allunga con un secondo tempo silenzioso, ma efficace anche in difesa (33 punti concessi) contro una Pesaro rimasta in partita per venti minuti (44-41 alla pausa) pur priva di Tambone e Delfino, prima di essere punita anche in maniera eccessiva dal -25 finale. Finisce 99-74 con la miglior prestazione difensiva stagionale eguagliata della Dinamo, chiamata mercoledì a vincere sul campo del Galatasaray già eliminato per proseguire il suo cammino anche in Europa. In attesa dell’esordio di Happ.


Meno netto il successo della Segafredo, che accelera nella ripresa (38-39 il vantaggio dopo 20’), guidata dai 21 assist, record stagionale eguagliato, della coppia Markovic – Teodosic. Molti di questi vengono recapitati e convertiti dal gran secondo tempo di Gamble (16 dei 25 punti a referto arrivano dopo l’intervallo), ma la rimonta canturina (77-83 al 36’), si spegne sul ferro della tripla di un ispirato Frank Gaines: saranno 24 in 37’ i punti del giocatore visto l’anno scorso proprio con i bianconeri. Nel finale, allora, la Virtus allunga e confeziona la sua sedicesima vittoria, su altrettante partite, lontano dalla Segafredo Arena tra campionato, Eurocup e Supercoppa. Bel blitz, il secondo in fila dopo quello di Bologna sponda Fortitudo, per Trieste, che concede appena 29 punti nei due periodi decisivi a Cremona, violando il PalaRadi. L’Allianz non sbaglia mai da due nel terzo quarto (8/8) e allunga con le uniche due triple della sfida di Milton Doyle, prendendo le misure al pick and roll della Vanoli che tanto male aveva fatto all’inizio – 9 canestri da 2 senza errori nei primi 10’ – mandando spesso e volentieri al ferro i vari Williams e Lee. Finisce 101-80 per la squadra di Dalmasson, sotto 51-47 a metà della contesa. Corsara, nel posticipo, anche Treviso, che prende in maniera decisiva il controllo delle operazioni nel quarto parziale. Nel 13-2 che porta la De’ Longhi da -2 fino al 72-63 pesano tantissimo otto punti di Chillo, mentre a 35’’ dal termine, tanto per cambiare, la bomba della staffa la infila David Logan. Rinviata Brescia – Varese per il persistente focolaio interno alla Openjobmetis, la Fortitudo ha osservato il turno di riposo a seguito della rinuncia in corsa della Virtus Roma.


Andrea De Nicolao (Reyer Venezia) – E’ difficile che spicchi un solista nel coro di una Reyer profonda e da cinque uomini in doppia cifra. Scegliamo il direttore d’orchestra, che si sostituisce a Bramos, autore di sei triple tutte nei primi 25’, scagliandone tre, dopo averne sbagliate altrettante, decisive per scavare il solco nella sfida di Brindisi: chiude con 15 in 24’, dettando i ritmi di un secondo tempo davvero da grande squadra.


Milos Teodosic (Virtus Segafredo Bologna) – E’ fra i primi a capire che la trasferta di Cantù può rivelarsi più complicata del previsto, alternando deliziosi assist ai compagni (12 alla fine) con soluzioni in proprio anche per reagire immediatamente ad un fallo antisportivo commesso: ne metterà 17, con 4/6 da tre.

Matteo Chillo (De’ Longhi Treviso) – Sokolowsi si spegne nel secondo tempo, Logan torna in tempo per chiuderla, allora ci pensa lui, con otto punti pesanti nel quarto parziale, a tenere a galla Treviso quando la Dolomiti Energia è tornata in vantaggio: nel suo score anche tre assist e altrettanti rimbalzi, oltre a 12 punti.


Marcos Delia (Allianz Pallacanestro Trieste) – Poco appariscente, ma concreto e costante sotto entrambi i tabelloni: in coppia con Grazulis è particolarmente affiatato e combina per 14, con 8 rimbalzi e 3 assist in una partita a tutto campo.


Julian Gamble (Virtus Segafredo Bologna) – L’inizio di secondo tempo, un errore ravvicinato e una stoppata presa da Procida, non lascerebbero presagire il vuoto che farà da lì a poco, segnando 18 dei 25 punti finali tra terzo e quarto quarto. Anche perché corre in contropiede come un piccolo e si fa trovare pronto sugli scarichi dei suoi compagni serbi, ma neanche lui vuole essere da meno e ne distribuisce quattro, insieme a sei rimbalzi.


Walter De Raffaele (Coach Reyer Venezia) – Le quattro bombe semiconsecutive a metà terzo quarto facilitano il compito ed indicano la strada, ma la sua Reyer impressiona anche e soprattutto per l’atteggiamento e l’organizzazione difensiva: la vittoria a Brindisi è pesante per la classifica, ma soprattutto per la grande autorevolezza con cui matura.