Sulle ali dell’Airone

Andrea Caracciolo, Brescia, Airone, Sulle ali dell’Airone

Se la buona Adionilla Pizzi detta Nilla fosse ancora viva canterebbe, come minimo, “Vola, airone bianco vola”. Non so se vincerebbe San Remo, ma canterebbe un inno ad uno di giocatori più cazzuti (e con cazzimma) dello smunto panorama calcistico italiano: Andrea Caracciolo.

Classe di ferro 1981, il capitano-recordman-bandiera-fenomeno-chipiùnehapiùnemetta del Brescia non si vuole fermare: a oggi ha già segnato sette reti in campionato, per un totale di 172 reti con la maglia delle “rondinelle”. Che connubio: un airone che gioca per le rondinelle. Cose che Charles Darwin spostati proprio.

A 36 anni ci sono calciatori che sono da tempo ex, che svernano in serie minori a grosse cifre oppure che non hanno mai fatto il salto di qualità. Ce ne sono altri che lottano, segnano, si impegnano e non mollano. Uno di questi è proprio Caracciolo da Cesano Boscone.

Ha giocato con gente clamorosa ma anche con tanti mestieranti del calcio e quella maglia numero 9 ha sempre svettato in tutti i campi della A e della B, con quel gesto di “ali di gabbiano” che lo ha reso famoso ovunque dopo un gol segnato.

Sappiamo la figura barbina (per usare un eufemismo di un eufemismo) che hanno fatto gli azzurri contro la Svezia e, tanto per dire, questo Caracciolo ci sarebbe stato di brutto tra i convocati. Solo che no, non fa figo chiamare un altro “vecchio” bisogna chiamare i giovani. Evviva i giovani, che belli i giovani per poi giocare male come contro la Nazionale dell’Ikea e del “biscotto”.

Caracciolo l’airone, Caracciolo la bandiera, Caracciolo il bomber che sembra non voler smettere mai. Alla faccia di Dorian Gray e del suo quadro: qua si parla di uno che ogni anno che passa sembra ringiovanire. Merito di un’intera curva (la Nord del “Rigamonti”) ed un’intera città che sanno di poter contare su quel giocatore lungagnone non bellissimo da veder giocare, ma nel calcio, ça va sans dire (va da sé, ‘gnurant) contano i risultati.

L’”airone” di Cesano Boscone non ha mai vinto un “titulo”: chissene, se hai un intero popolo che ti tifa e ti supporta.

Siamo in periodo di caccia, ma nessuno riesce ad abbattere questo “airone” di 194 cm. Alla faccia dei bimbichoosy che al primo fischio del pubblico entrano in crisi.