Ma che fine ha fatto Mark Bresciano

Ma che fine ha fatto Mark Bresciano? Ecco alcune curiosità su centrocampista made in Australia.

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Ci Palermo 01/11/2009 – campionato di calcio serie A / Palermo-Genoa / foto Carmelo Imbesi/Image Sport nella foto: Mark Bresciano

Dicesi “Socceroos” la Nazionale di calcio dell’Australia.

Australia, terra lontana almeno venti ore di aereo dall’Italia e tra le nove e le dodici ore avanti rispetto al nostro fuso orario. Un Paese fantastico dove gli sport più famosi e praticati sono il rugby, il cricket ed il surf. Ovviamente si gioca a anche calcio, ma il livello del calcio laggiù non è il massimo della vita: l’abbiamo conosciuto tra il 2012 ed il 2014 quando in tv davano le partite della squadra in cui militava Alessandro del Piero, il Sidney FC.

Se si pensa al calcio australiano vengono subito in mente i due calciatori più famosi ed iconici nel continente oceanico, Harry Kewell e Mark Viduka, assi del calcio “Soccerroos” a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila protagonisti in quegli anni in Premier League.

E in Italia? Finora nella nostra Serie A hanno militato una decina di giocatori australiani, alcuni di talento e altri no. Tutto era iniziato con Frank Farina nell’estate 1991 quando fu ingaggiato dal Bari per poi passare a John Aloisi alla Cremonese (1995-1997), Paul Okon (Lazio e Fiorentina tra 1996 ed il 2000 con una parentesi nel 2003 al Vicenza) ed il duo di origine italiana Vincenzo “Vince” Grella e Mark Bresciano. E proprio su quest’ultimo ci soffermeremo oggi nel nostro spazio.

Mark Bresciano e la coltivazione della cannabis.

Ma che fine ha fatto, Mark Bresciano? Fuori radicalmente dal calcio giocato, oggi il centrocampista di Melbourne è un imprenditore in un ambito molto particolare: la coltivazione della cannabis per uso esclusivamente terapeutico. Per alleviare i dolori delle persone malate, in pratica.

Ma noi non siamo qua a parlare del Mark Bresciano business man, ma del Mark Bresciano calciatore. Il Mark Bresciano partito a 19 anni dal suo Paese in cerca di fortuna praticando uno sport che nel suo Paese non ha mai scaldato l’amore della folla: fino al Campionato mondiale del 2006, la Nazionale dei Socceroos aveva preso parte ad un solo Mondiale (Germania Ovest 1974) e aveva vinto quattro Coppe d’Oceania.

Mark Bresciano: all’Australia all’Empoli in Serie B.

Anche se il livello della Nazionale non era eccelso, le sue sfidanti erano davvero scarse. Eppure Mark Bresciano, classe 1980 di chiarissime origini italiche, ci ha sempre creduto e nel 1999 si imbarcò su un aereo e volò verso un continente che vive di calcio, l’Europa. Ad abbracciare Mark fu la terra di origine del padre, l’Italia. Venne tesserato dall’Empoli, allora in Serie B. Tre stagioni importanti di cui parte della prima con in squadra il suo conterraneo ed amico Vincenzo Grella.

Era bravo questo australiano tanto che la terza stagione segnò ben 10 reti, tante per un centrocampista. Tante per un australiano: i suoi predecessori dieci reti non le avevano segnate neanche se le sommiamo tra loro. L’Empoli però non si scollava dalla Serie B e molte squadre bussarono alla sua porta interessate a quel giocatore australiano. Se lo accaparrò il Parma e nella città ducale militò quattro stagioni, dispensando grande calcio anche in compagnia (ancora) di Grella.

Il Palermo e la Nazionale.

Poi nel 2006 il passaggio al Palermo dopo il Mondiale tedesco. Mondiale tedesco che vide i Socceroos passare il loro girone dietro al Brasile e davanti a Croazia e Giappone. Negli ottavi Bresciano scese in campo contro la Nazionale del Paese che lo vedeva giocare, l’Italia. Ci ricordiamo tutti come è finita quell’Italia-Australia, il 26 giugno 2006, allo “Fritz Walter Stadium” di Kaiserslautern: una sofferenza enorme e rigore siglato da Totti al 93’.

Italia avanti (e poi campione del Mondo), Australia a casa ma a testa altissima. E dopo quel Mondiale la Nazionale australiana si affermò come una della Nazionali più interessanti del panorama mondiale, tanto da venire “spostata” dalla Confederazione oceanica a quella asiatica per aumentarne il suo livello (e a dare spazio anche alle altre Selezioni oceaniche di lottare per qualificarsi ad un Mondiale, allora a solo appannaggio dell’Australia).

Tra il 2006 ed il 2010, Mark Bresciano giocò nel Palermo per poi chiudere l’esperienza italiana con una stagione alla Lazio. Bresciano in dodici stagioni consecutive in Italia giocò 373 partite segnando cinquantadue reti. Non vinse nessun titulo, ma tutti riconobbero in lui l’uomo giusto da prendere al fantacalcio. Quello che ti garantisce il 6, quello che il suo lo faceva sempre. Ecco, Mark Bresciano divenne sinonimo di garanzia.

Bresciano negli Emirati 4 anni prima di attaccare le scarpette al chiodo.

Tra il 2011 ed il 2015, Bresciano andò a giocare un anno nella Serie A degli Emirati e tre in quella qatariota: Al Nasr e Al-Gharafa furono le ultime sue squadre per poi chiudere con il calcio, tornare in Australia e darsi da fare con altro. Dopo un’esperienza come costruttore immobiliare, ecco l’idea dell’investire nella coltivazione della marijuana per scopi terapeutici sfruttando il fatto che il governo australiano permette questa attività dal 2018.

Bresciano è stato tutto in campo dalla cintola in giù: mediano, interno di centrocampo, trequartista, ala, mezzapunta e seconda punta. Ma se i tifosi pensano a Mark Bresciano non possono non ricordarsi della sua esultanza. Perché siamo abituati a vedere i calciatori festeggiare un gol in tutti i modi possibili, ma l’esultanza post gol di Bresciano…non c’era. O meglio, dopo un gol la sua esultanza consisteva nel rimanere immobile, fermo, rigido, bloccato. E non a caso questo modo di esultare è stato ribattezzato “la statua”. Il calciatore ha raccontato che quell’esultanza era nata contro chi non credeva in lui e con quel gesto voleva dire “hai visto di cosa sono capace?”.

Rimpianto: non aver mai giocato in Premier League.

Su Bresciano si sono fiondati i top team italiani e anche qualche club inglese. E l’unico rimpianto è proprio quello di non aver mai giocato in Premier League. Addirittura per amore del Parma, nel giugno 2005 saltò anche la Confederations Cup con l’Australia perché doveva giocare il play off salvezza contro il Bologna (poi vinti dal Parma stesso). Insieme a lui, il fido amico e conterraneo Grella. L’Australia si qualificò per Germania 2006 e Sud Africa 2010 estromettendo nella finale play off Uruguay e Iraq: Bresciano nel primo caso segnò un gol, nel secondo fornì l’assist decisivo per la qualificazione.

Mettiamola così: coltivando la cannabis per scopi terapeuti ora fa trovare il sorriso alle persone malate che grazie a lui posso stare meglio e alleviare la loro malattie e i loro problemi. E questo, a dirla tutta, è molto meglio di un assist ed un gol.

Scritto da Simone Balocco - Guarda la Redazione