I primi 40 anni di Zlatan Ibrahimović

Nel 1984 è uscito il libro “I miei primi quarant’anni” scritto da Marina Ripa Meana ed incentrato sulla sua vita. Tre anni dopo è uscito l’omonimo film con protagonista Carol Alt.

ibrahimovic, I primi 40 anni di Zlatan Ibrahimović

Nel 1987 Zlatan Ibrahimović aveva sei anni, abitava a Rosengard, quartiere malfamato e difficile di Malmoe. Il piccolo Zlatan aveva un sogno: diventare un calciatore professionista e lasciarsi alle spalle quella vita amara e di periferia.

Quel ragazzino svedese nato da padre bosniaco e madre croata domani compirà quarant’anni e oggi è considerato uno dei più forti attaccanti di questi primi ventuno anni del XXI secolo. Un giocatore unico, un esempio, un leader, un vero campione. E i dati sono tutti dalla sua parte: undici titoli nazionali vinti (e due revocati), diciassette coppe e supercoppe domestiche alzate, una Europa League, una Supercoppa europea ed un Mondiale per club FIFA ad impreziosire il suo palmares. Per non parlare che tra il 2005 ed il 2020 ha vinto dodici volte il Guldbollen, il premio di miglior giocatore svedese dell’anno. Due crucci però: non aver mai vinto la Champions League, non aver mai vinto il Pallone d’oro.

Nonostante queste due “mancanze”, Zlatan Ibrahimović è da considerarsi come la quintessenza dell’attaccante completo. E le sue statistiche non mentono: basta leggerle per capirle di essere davanti ad un extraterrestre. Non vi basta? Guardate i suoi gol in acrobazia realizzati grazie al fatto di aver praticato in gioventù il taekwondo. Noi italiani, ad esempio, lo abbiamo conosciuto ad Euro 2004 quando ci segnò di tacco: un gol che se lo avessimo fatto noi avremmo perso tibia, perone, crociato e chi più ne ha più ne metta nello stesso istante.

ibrahimovic, I primi 40 anni di Zlatan Ibrahimović

Amato quanto odiato, Ibrahimović è esploso nell’Ajax dove si diceva fosse l’erede di Marco Van Basten. E ovunque è andato a giocare, Ibra ha sempre giocato con la spada di Damocle di questo paragone molto ingombrante. Ma lui, un po’ sbruffone-arrogante-spaccone qual è, non ci ha dato mai molto tanto peso. Lui vive per il gol.

Nelle ultime due stagioni l’avanzare dell’età lo ha condizionato, unito al fatto di subire qualche infortunio di troppo ed aver contratto il Covid-19. Il Milan fatica in Champions ma va bene in campionato: sicuramente l’assenza di Zlatan Ibrahimović dal campo si vede, soprattutto nelle serate europee e tutti sperano il numero 11 di Rosengard possa tornare al più presto e che prenda per mano la sua squadra e la porti il più in alto possibile in campionato ed il più avanti possibile in Champions.

Si dice che “la vita inizi a quarant’anni”. E’ difficile trovare oggi calciatori Over 40 che giocano a livello professionistico (in Serie A più vecchio di Ibrahimović c’è Gianluca Pegolo, portiere del Sassuolo, nato il 25 marzo 1981) perché tanti giocano nelle serie inferiori o si sono ritirati. Ibra a parte questi ultimi due anni dove ha avuto qualche intoppo fisico, mette tutti d’accordo: vorremmo avere tutti il suo fisico. Ma Ibra le fisique du role ce l’ha da sempre: vita sana, arti marziali, impegno, dedizione al lavoro. E zero gossip, poiché impegnato sentimentalmente da vent’anni con la connazionale Helena, ex modella e oggi sua manager, di undici anni più anziana di lui, con cui ha avuto due figli. Mai una notizia di qualche flirt, scappatella o scenate. Lavoro-campo, campo-lavoro.

Il resto è storia del calcio italiano, europeo, mondiale. Amato e detestato: amato dai tifosi della squadra in cui gioca, detestato dai suoi ex tifosi e da chi lo considera un arrogante, uno spaccone, un presuntuoso. Ibra è così: prendere o lasciare. Anzi, come recita uno dei suoi tanti tatuaggi: solo Dio può giudicarlo.

Eppure, che piaccia o meno, Zlatan Ibrahimović nel gennaio 2020 si è rimesso in gioco tornando dalla munifica MLS per ripartire dalla Serie A, il campionato in cui ha finora giocato (e segnato) di più. Ed è tornato nella squadra lasciata nell’estate 2012, il Milan. Una sfida intrigante e densa di amore per dimostrare a tutti che il buon vecchio Zlatan non è da pensionare, ma da schierare in campo e prendere al Fantacalcio.

Buon compleanno Ibra: 40 e più di questi giorni da vero bomber.

Scritto da Simone Balocco - Guarda la Redazione