Questi sono i 5 migliori film sul basket

Il basket è una cosa seria e non soltanto in tribuna o sul parquet. Lo è anche sul divano di casa. Quel suono delicato della retina mossa dal pallone, “ciuff”, è lo stesso sia sul pitturato davanti al canestro, sia con gli occhi incollati alla tv. E non cambia nemmeno il brillio che esercita quel suono, uno dei più affascinanti che esistano nel mondo dello sport. La tv ha raccontato spesso storie ed emozioni legate alla pallacanestro. Non solo con partite più o meno memorabili, anche dentro scene ereditate dal grande schermo e diventate un cult per gli amanti dei due generi. Basket e cinema è un connubio che ha lasciato segni in alcuni casi epici nel centesimo secolo e oltre. Ecco qui elencati alcuni capitoli cinematografici storici e indimenticabili, scritti, prodotti e ammirati dagli anni ’80 all’alba del nuovo millennio. Film di basket che non possono sicuramente mancare nella cineteca di appassionati e sportivi.

Film sul basket: Colpo Vincente (1986)

Un contenitore di frasi motivazionali che hanno fatto tendenza. Il protagonista è interpretato da un memorabile Gene Hackman. La trama del film sulla pallacanestro chiaro esempio di “Davide contro Golia” si snoda nello Stato federale dell’Indiana, l’epoca è quella degli anni ’50. Il protagonista, Norman Dale, è un ex coach finito ai margini del basket da un decennio dopo una lite con un suo ex giocatore. Dieci anni dopo un amico lo chiama per allenare una squadra di un piccolo paese, gli Huskers. Inizia per lui una seconda chance che lo porterà al riscatto e alla gloria.

He Got Game (1996)

Capolavoro di Spike Lee, secondo molti è il miglior film sul basket. La location è New York e racconta l’avventura di Jesus Shuttlesworh, giovane talento in uscita dai campionati liceali e in procinto di iscriversi all’università. Tra i college è caccia vera tra chi fa di tutto per strappargli la firma sul contratto. Il governatore dello stato di New York nel tentativo di convincerlo a scegliere Big State concede la libertà al padre, ex giocatore professionista finito in carcere. Un film molto particolare perché tocca tematiche culturali della società americana e coinvolge direttamente anche Michael Jordan, nel ruolo di se stesso, e altri quattro campioni NBA.

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Space Jam (1996)

Qual è il film sul mondo del basket diventato stile e modello di un’era cinematografica? Senza alcun dubbio è Space Jam. I cartoons qui incontrano per la prima volta il genere umano. Qualcosa di unico. Protagonisti Bugs Bunny e i Looney Toones che chiedono supporto al grande, immenso Michael Jordan nell’impresa di sconfiggere sul parquet, in una partita, la squadra dei Monstars, formata da cinque alieni che hanno rubato il talento ai migliori giocatori della NBA. L’allenatore dei buoni è Bill Murray e basterebbe anche solo il suo volto a regalare emozioni a una pellicola ancora oggi valore aggiunto dei palinsesti televisivi di tutto il mondo. A Natale, soprattutto, Space Jam è un film che non può mancare sotto l’albero di grande e piccoli.

Love & Basketball (2000)

Ancora Spike Lee dietro a cinema e pallacanestro. Siamo negli anni ’80 e tra le colline di Los Angeles. In California Monica e Quincy, ragazzi che sognano di emulare i grandi campioni in NBA, si conoscono e diventano amici. Il loro rapporto è unico e saldo anche dopo il liceo, quando scatta la scintilla dell’amore. Poi improvvisamente qualcosa va storto. La causa è nel rapporto difficile di Quincy con il padre. Dopo essersi allontanati, i due si ritroveranno anni dopo sul parquet, entrambi giocatori professionisti. Una storia di odio e amore dai tratti romanzeschi.

Coach Carter (2005)

Ken Carter è un ex giocatore professionista. Diventa l’allenatore degli Oilers, la squadra della Richmond High School, il suo liceo. La pellicola si ispira a una storia vera ed è stata insegnamento per un’intera generazione. Carter non è solo il tecnico, l’allenatore, lo sportivo, ma anche il padre, l’uomo, il motivatore che ogni giocatore vorrebbe con se. Un coach che crede sia più importante ottenere alti voti a scuola che vincere la partita la domenica. La squadra che allena è formata da ragazzi di un ceto sociale molto povero e in alcuni casi figli del degrado e della delinquenza. Una storia di rinascita e riscatto, che mette l’istruzione e il senso del dovere al centro di tutto.