“E’ stato il calciatore più elegante che abbia mai visto”

“È stato il giocatore più elegante che ho visto in vita mia, se Dio ha deciso di non farlo più giocare vuol dire che non vuole più che ci siano gol belli.” Se a dirlo di te è Diego Armando Maradona – uno di criticare Lionel Messi – allora vuol dire che un po’ ci sai fare. E col pallone tra i piedi, Marco Van Basten ci sapeva davvero fare. Nato a Utrecht (città da cui erediterà il soprannome più diffuso tra i suoi fan) il 31 ottobre di 54 anni fa, il ‘cigno’ ha lasciato un segno nella storia del calcio. Tanto che molti, nel duello Maradona-Pelé su chi sia il più forte di sempre, inseriscono lui, come terzo neanche troppo scomodo.
Fece il suo esordio da professionista il 3 aprile 1982, nemmeno 18enne. Prese il posto di Johann Crujff, forse un segno del destino. E in quella partita segnò, giusto per non farsi mancare nulla.
La sua avventura giovanile nell’Ajax lo mostrò subito come un diamante affascinante, ma fragile. I suoi infortuni lo colpiscono presto, e lo tormentano per tutto il corso della sua carriera, chiusa ufficialmente a 30 anni, ma nei fatti a 28. Un breve arco temporale, specie se proporzionato al suo talento, e all’amore dei suoi tifosi, che lo avrebbe voluto in campo più lungo. Veste solo due maglie, ma le onora con una passione viscerale. Vince tutto a livello di club, soprattutto come uno dei ‘3 tulipani’ nel Milan. Porterà alla nazionale olandese un titolo europeo, ma non riuscirà a conquistare quel Mondiale che nei Paesi Bassi ancora aspettano.
Un talento, uno dei più grandi di sempre, stroncato dal fisico. L’esempio di come la mente (e soprattutto lo spirito) di un uomo a volte va oltre le sue reali possibilità. Sfortuna. Per lui che non si mai espresso veramente al massimo. Per i tifosi, che ancora lo rimpiangono. E lo piangono. Perché un altro come Marco, beh, non lo si trova proprio in giro.


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