Curiosità Balotelli: cinque cose che non sai di SuperMario

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Curiosità Balotelli – Il suo vero nome, la sua storia, il primato strappato in campo a inizio 2010 e il bis dieci anni dopo, ma anche quello scritto a chiare lettere sul dizionario della lingua italiana. Ecco un Mario Balotelli inedito in cinque punti, cinque curiosità per capirne meglio origini, carattere e traguardi.

Curiosità, Balotelli. Sempre lui, sulla bocca di tutti, qualsiasi colore della maglia indossi. Mario ci ha fatto il callo che quasi l’ultima polemica leggera (a differenza di altre) manco lo sfiora. C’è sempre qualcosa di nuovo dalle parti di casa Balo. L’ultima vicenda è di ieri e resterà bollente a lungo, almeno fino all’arrivo dell’estate e del calciomercato: l’attaccante ex Inter, Milan, City ha disertato la seduta di allenamento del Brescia e il Club non l’ha presa benissimo. Si parla di caso messo nelle mani del legale chiamato a tutela della Società da Massimo Cellino, tanto basta per capirne la gravità.

Il diretto interessato minimizza, «Stavo male», così è rimasto a casa ma avrebbe avvisato il Club. Dalla sede bianco-azzurra finora trapela solo un silente “no comment” che sa di questione davvero delicata. Sa di conferma. La rottura è vicina, questa è solo l’ultima goccia dopo le prime perdite segnate in stagione. Una arrivò con l’infelice battuta di Cellino a novembre sul colore della pelle di Mario: «È nero, sta lavorando per schiarirsi…» disse alla platea di cronisti presenti in Lega.

Dove finirà Balotelli la prossima stagione? In molti se lo chiedono. Intanto oggi è tornato ad allenarsi insieme ai compagni sul campo e ha avuto anche un colloquio con il Direttore Sportivo del Brescia Cordone. A stagione conclusa lascerà le rondinelle, ormai è cosa certa, ma per quale squadra? Ce lo domandiamo anche noi, e in attesa di scoprirlo abbiamo provato a ripercorrere la carriera di SuperMario attraverso cinque spunti per aggiungere dettagli al suo profilo. Cinque curiosità che l’hanno reso unico, a volte delicato e sensibile ed esempio da seguire, altre eccessivamente esplosivo e a tratti immaturo.

Curiosità Balotelli: il suo vero nome, l’origine di SuperMario

Mario è nato a Palermo da genitori ghanesi. Thomas e Rose Barwuah scelsero l’Europa in cerca di fortuna. Si lasciarono alle spalle la povertà del Ghana e approdarono in Sicilia. È a Palermo che nacque il piccolo Mario, il secondogenito della coppia dopo la sorellina Abigail. Ma la situazione economica della famiglia era troppo precaria, Mario soffriva di problemi all’intestino e necessitava di costanti cure mediche e ricoveri in ospedale. Il passo successivo fu tentare il trasferimento al nord, terra di migliori opportunità. In Lombardia, a Bagnollo Mella, in provincia di Brescia, Mario accarezzò per la prima volta l’emozione di correre dietro un pallone e calciarlo in porta. Un amico di famiglia gli diede anche un soprannome senza nemmeno immaginare che lo avrebbe accompagnato per sempre. Prima da uomo, poi da calciatore. SuperMario. Al nord le condizioni dei Barwuah non migliorarono di molto e la coppia fu costretta a chiedere aiuto ai servizi sociali. Mario venne così dato in affidamento a una famiglia più abbiente, Francesco e Silvia Balotelli cercavano un bimbo da adottare e far crescere. Un anno di adozione, poi una proroga di altri dodici mesi ma Mario si affezionò ai Balotelli e non folle più lasciare la sua nuova famiglia. Rimase in contatto con i genitori biologici ma la strada per lui era inevitabilmente segnata, anche sulla pelle e in quel cognome. Un cognome tutto italiano e che lo rese popolare e unico anni dopo, poco più che adolescente.

Balotellata, sostantivo femminile

“Gesto, comportamento, trovata, tipici del calciatore Mario Balotelli”. Così spiega e traduce il termine “balotellata” la Treccani. Non vale certo quanto un trofeo, non è termine dalle sfumature positive ma quanti altri giocatori possono vantare di aver dato origine a una nuova voce sul vocabolario della lingua italiana? Nessuno. SuperMario è unico anche in questo. In carriera ha collezionato tanti gol quante occasioni sprecate, non solo in campo ma anche oltre il rettangolo verde. Disavventure, errori grossolani, gesti istiganti, appunto “balotellate”. Come quella volta che da neo-patentato, in Ferrari, venne multato a Milano (perdendo anche 10 punti della patente) per eccesso di velocità e vetri oscurati. O ancora, quando venne cacciato da un club di lap-dance per aver “toccato” una ballerina e poi affrontato i buttafuori del locale, che se la prendono anche con la sua Maserati. L’elenco è lungo, spesso si è esagerato con eccessivi attacchi mediatici ma i ricercatori d’oro del web su questo ci hanno sempre marciato soddisfatti, cercando ogni volta la provocazione. Una balotellata sui giornali tira l’altra: parli di Mario e il picco di ascolti è assicurato.

Curiosità Balotelli: l’incendio di Londra

Ottobre 2011. Mario aveva appena detto di essere «maturato e cambiato». Ventiquattro ore prima della partita più sentita della stagione, alla vigilia del derby di Manchester. Poi l’ennesima balotellata, che quella volta rischiò anche di sconfinare in tragedia. Per fortuna, però, sul dizionario della Treccani “tragedia” non è sinonimo del nuovo termine figlio delle sciocchezze di SuperMario. In una notte londinese d’attesa al big-match tra City e United, nella sua abitazione a Mottram St Andrew Balotelli provocò un incendio che obbligò al rapido intervento i vigili del fuoco. La causa dell’incidente un’imprudenza del giocatore, che ebbe la brillante idea di divertirsi in casa con alcuni amici utilizzando materiale pirotecnico: il gruppo lanciò fuochi d’artificio dalla finestra del bagno, ma le scintille finirono anche su alcuni asciugamani che presero fuoco rapidamente dando origine a un incendio incontrollabile. Le fiamme divamparono in tutti i locali dell’abitazione. Per la cronaca, nel weekend il City incendiò i suoi tifosi sugli spalti dell’Old Trafford con un laconico 6-1, doppietta di SuperMario. Balo è riuscito a scherzare anche col fuoco e ha vinto lui. Comunque fenomenale.

Mille sterline a un barbone

Fuori dal campo, nel 2011 Balotelli ha dato il meglio e il peggio di sé. Detto dell’incendio di Londra prima del derby tra City e United, Balo si è anche distinto per un bel gesto di umanità. Uno dei tanti, assicura chi lo conosce bene. Con Chris Samba, attaccante del Blackburn, trascorse una serata in un casinò di Manchester e vinse circa 25 mila sterline (28 mila euro). Parte del bottino (1.100 euro) Mario lo donò a un barbone incontrato tra le vie della Città poco dopo la vincita. I tabloid inglesi diedero ampio spazio alla notizia e raccontarono un Mario inedito: «È molto generoso – testimoniarono i suoi amici più intimi –. Regala sempre una banconota da 20 sterline ai ragazzi che vendono per strada la rivista “Big Issue”, senza prendere il magazine. Dopo quella serata trascorsa al casinò, ha visto un barbone che aveva già notato più volte in Città, un tipo con i capelli rasati e la barba lunga che va in giro con due sacchetti in mano, era fuori dal club, Mario si è avvicinato a lui e gli ha consegnato un rotolo di banconote. Il vagabondo non poteva crederci, per lui quella somma è abbastanza alta per andare avanti per diversi mesi». Anche questo è Mario Balotelli. Forse soprattutto questo.

Curiosità Balotelli: l’uomo del decennio

Mario è un predestinato. Lo è da quel giorno, il primo, con gli occhi da sognatore brillanti a guardare il pallone incollato tra i piedi nel campetto di casa. Lo è nel primo gol che segnò in un derby, il derby d’Italia tra Inter e Juventus il 30 gennaio 2008. A Torino ne fece due. Tra Balotelli e il gol è sempre stato amore a prima vista. Ne ha segnati oltre 60 all’ombra della Madonnina, tra Inter e Milan, 30 al City, 43 al Nizza, 151 in carriera, in media uno ogni tre partite giocate. Un lampo, un attimo, il momento giusto lo trova sempre. La scintilla, spesso, al primo incontro. Non può essere casualità se proprio dai piedi di Mario è arrivata la prima marcatura in Serie A del decennio 2010/2020, non lo è altrettanto quando ha bissato quel dettaglio da classifica anche il decennio successivo: prima marcatura del 2010 in Chievo-Inter 0-1, prima del 2020 in Lazio-Brescia 2-1. Puntuale, matematico, anche qui nel gelo di una statistica, mai banale. Non ama le prime pagine Mario Balotelli. Troppe volte viene spinto in copertina senza che neanche se ne accorga, altre perché brilla in campo con colpi da grande talento qual è (forse non del tutto esploso). In copertina “conta arrivarci”, direbbe qualcuno, e in alcuni casi è bene farlo un tocco prima degli altri. Anche nella misera utilità di una statistica di inizio decennio. Non fa mai male. L’importante è esserci. Sempre.