Che fine ha fatto Simone Barone

Il sogno di ogni calciatore non è solo quello di giocare un Mondiale e vincerlo come diceva Maradona nel 1972, ma anche quello di fare un gol. Nella storia dei Campionati del Mondo, migliaia di calciatori hanno segnato almeno una rete durante le rassegne iridate: campionissimi quanto carneadi.

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Db Firenze 19/01/2008 – campionato di calcio serie A / Fiorentina-Torino / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Simone Barone

Filippo Inzaghi è stato uno di questi campionissimi, avendo preso parte ai Mondiali di Francia ‘98, Corea-Giappone 2002 e diventando uno degli eroi di Berlino 2006. Tutti abbiamo in mente la sua corsa ad Amburgo contro la Cecoslovacchia quel 22 giugno 2006: minuto 86 e “Super Pippo”, grazie al tocco a centrocampo di Perrotta, si è fatto 40 metri palla al piede sfruttando un contropiede clamoroso e a-tu-per-tu con Peter Cech, ha “svoltato” a sinistra, ha scartato il portiere, ha segnato di sinistro e i compagni lo hanno assalito dalla gioia. Nota tecnica: lo stesso Barone aveva dato il via all’azione di Perrotta, rubando palla ad un giocatore ceca e toccandola per l’allora numero 20 azzurro che passò la palla a Inzaghi che si involò verso Cech.

Un gol iconico e storico il suo, non solo perché ha sancito la rete decisiva per la vittoria del girone da parte degli azzurri ed il loro passaggio del turno agli ottavi di finale, ma perché quella rete è legata al fatto che se si pensa a quell’azione non si può non pensare al compagno di squadra di Inzaghi che partito come lui da centrocampo si è fatto con lui quei 40 metri al suo fianco. Non si avrà mai la controprova, ma se Inzaghi invece di scartare Cech avesse passato la palla al compagno che era smarcato, quel suo compagno avrebbe forse segnato il 2-0? Forse sì, forse no, non lo sapremo mai. Ma una cosa la sappiamo: quel suo compagno di squadra era Simone Barone, 28enne centrocampista del Palermo allora alla sua quattordicesima partita in azzurro e di cui molti (se non tutti) sapevano a malapena chi fosse ed in quale squadra giocasse.

Se si pensa a Simone Barone, si pensa subito a quell’azione e a quel gol…mancato. Ma ci ricordiamo anche lo stesso Barone nei festeggiamenti post-vittoria contro la Francia con la maglia azzurra al contrario per far vedere a tutti chi era quasi a dire “ci sono anche io, sono anche io Campione del Mondo…e chissenefrega se Inzaghi non mi ha passato la palla. Sono anche io Campione del Mondo!”

Però Simone Barone è stato anche altro.

Nativo di Nocera Inferiore, Provincia di Salerno, Barone è partito dalle giovanili del Parma per poi spiccare il volo nel calcio professionistico con i ducali (due volte), il Padova, l’Alzano Virescit ed il Chievo, fino al 2004 quando è stato tesserato dal Palermo. I rosanero in quel periodo stazionavano nella medio-alta classifica grazie a talenti come capitan Corini, Toni, Brienza, Zauli, Santana ed infatti per il Mondiale tedesco, sull’aereo azzurro salirono oltre a Barone, anche Barzagli, Grosso, Zaccardo: quattro elementi di spessore e segno che la squadra siciliana allora era uno dei top team nazionali.

Barone fino al Mondiale tedesco aveva disputato tredici partite in Nazionale segnando un gol. In quel Mondiale, il centrocampista giocò solo contro Repubblica ceca ed Ucraina, ma la Repubblica ceca era nel suo destino, visto che Barone debuttò in Nazionale due anni prima proprio a Palermo (anche se quel 18 febbraio 2004 militava nel Parma) contro la Nazionale ceca. Il resto è storia: la convocazione, la corsa a perdifiato al fianco di Inzaghi, la vittoria contro la Francia.

Dopo l’esperienza palermitana, Simone Barone uscì dal giro della Nazionale e vestì le maglie di Torino, Cagliari e Livorno.

Dopo di allora, Simone Barone si cimentò nel campo tecnico, allenando le giovanili di Modena e Parma, prima di partire per l’avventura indiana, al fianco dell’ex compagno mondiale Zambrotta, con i Delhi Dynamos, per poi tornare ancora in Italia e allenare le giovanili di Juventus e Sassuolo. Poi lo scorso anno l’occasione di allenare una prima squadra, quella della Correggese in Serie D.

E oggi che cosa fa Simone Barone? E’ un collaboratore tecnico di Davide Nicola alla guida della Salernitana, chiamato da Walter Sabatini a risollevare le sorti della squadra ancorata all’ultimo posto in classifica (anche se ha ancora due partite da recuperare).

Riuscirà Simone Barone, salernitano di nascita, ad aiutare la Salernitana a salvarsi? Glielo si augura di cuore come tutti noi speravamo che quel 22 giugno 2006 Inzaghi, in quel caldo pomeriggio di Amburgo, gli passasse la palla. Poi l’Italia vinse il Mondiale e se gli amaranto rimarranno anche quest’anno in Serie A, per loro sarà come se vincessero anche loro il loro “piccolo” Mondiale.

Del resto, sognare non piace a tutti? E siamo certi che Simone Barone da ragazzino, come Maradona nel 1972, sognasse di giocare e vincere il Mondiale.

Scritto da Simone Balocco - Guarda la Redazione