[VIDEO]Le partite storiche: Italia-Germania 4-3

Inizia oggi una nuova rubrica: le partite storiche del calcio a livello di Nazionali. Un excursus storico tra i match che hanno segnato la storia del calcio. La prima partita che affrontiamo non è una partita, ma la Partita del secolo: Italia vs Germania ovest 4-3.

Perché Italia-Germania è considerata la “partita del secolo”? Semplice, perché quel 17 giugno 1970, allo stadio Azteca di Città del Messico, si scrisse una grande pagina di calcio. Una delle più belle ed emozionanti.

Le due Nazionali si affrontarono in semifinale, dove vi arrivarono con umori diversi: l’Italia aveva vinto il girone eliminatorio (con Svezia, Uruguay e Israele) non convincendo e nei quarti aveva eliminato i padroni di casa del Messico; la Germania ovest aveva vinto il suo girone (sorteggiata con Perù, Bulgaria e Marocco) e nel turno successivo aveva estromesso l’Inghilterra dopo i tempi regolamentari.

La vincente avrebbe affrontato il Brasile, che aveva sconfitto in semifinale l’Uruguay. Il match tra le due compagini sudamericane si era chiuso nei 90 minuti regolamentari con la vittoria della Seleçao per 3-1, mentre Italia-Germania si sarebbe risolta ai supplementari: era dal Mondiale del 1954 che una semifinale non si decideva ai tempi supplementari (Ungheria-Uruguay).

All’Azteca c’erano 102mila spettatori: non appena entrati nello stadio della capitale messicana, quelle persone non sapevano che avrebbero assistito ad una delle partite più belle della storia.

L’Italia, campione d’Europa in carica, e la Germania ovest si equivalevano sul piano tecnico: il CT Ferruccio Valcareggi poteva contare su giocatori del calibro di Albertosi, Burgnich, Facchetti, Riva, Rivera e Boninsegna; Helmut Schön, da parte sua, poteva schierare Beckenbauer, Vogts, Schnellinger, Overarth, Muller e capitan Seeler. Arbitro dell’incontro fu il peruviano Arturo Yamasaki.

Il Mondiale del 1970 è ricordato, tra i tifosi azzurri, come quello della staffetta Rivera-Mazzola, con il giocatore milanista, Pallone d’oro in carica, amato e criticato in patria perché era tra i giocatori più forti della sua generazione (se non della storia) ma anche troppo poco decisivo. Celebre la diatriba che ebbe con Gianni Brera che lo definì “abatino” perché bello da vedere ma leggero per giocare a calcio. E proprio il giocatore alessandrino fu il protagonista di Italia-Germania.

Italia-Germania, un match che tenne incollati gli italiani davanti alle tv rigorosamente in bianco e nero fino a tarda serata. Un evento imperdibile con il mitico commento di Nando Martellini.

Il primo tempo si chiuse sul punteggio di 1-1, con il vantaggio azzurro all’8′ di Roberto Boninsegna ed il pareggio al minuto 92 e 30 secondi di Schnellinger. Difficilmente gli arbitri fischiavano dopo il 90° minuto, ma Yamasaki “spinse” il match a quasi 93 minuti di gioco.

Ma gli dei del calcio vollero che quella doveva diventare la Partita del secolo ed ecco arrivare Schnellinger, coriaceo terzino del Milan, a stroncare i sogni di gloria dell’Italia. E secondo voi, quanti gol aveva segnato prima di allora l’allora giocatore del Milan in Nazionale? Non sforzatevi: nessuno. E non segnerà mai più in Nazionale dopo di allora.

Tempi supplementari: altri trenta minuti per decidere chi avrebbe affrontato in finale, il 21 giugno, il Brasile più forte di sempre sempre all’Azteca.

E l’extra time si aprì al 94′ con il gol di Gerd Müller che mise in confusione Albertosi e Poletti, subentrato con il primo tempo supplementare a Rosato. Se allora fosse stata in vigore la regola del golden gol (vittoria a chi segna per primo nei tempi supplementari) in finale ci sarebbero andati i tedeschi occidentali, ma gli dei del calcio dissero “continuate che lo spettacolo non è finito”.

E lo spettacolo non finì, anzi. Al 98′ salì in cattedra uno dei difensori centrali più forti del tempo, uno che aveva segnato il suo primo gol in Nazionale esattamente 4 anni prima: Tarcisio Burgnich. Il suo sinistro in area non lasciò scampo a Sepp Maier.

2-2 e Italia ancora avanti. Sei minuti dopo (104′) il 3-2 azzurro: Gigi Riva prese palla da Domenghini ed in area scartò prima Schnellinger e batté Maier con un sinistro chirurgico che superò l’estremo difensore tedesco sul secondo palo. Le emozioni erano finite? Macché. Il meglio della storia del calcio doveva ancora iniziare e tra il 110′ ed il 111′ si scrisse la storia.

Nel frattempo, a rendere epica e mitica la partita, ci pensò anche Beckembauer che, a seguito di un infortunio di gioco, si lussò la spalla destra. La Germania allora aveva terminato le sostituzioni e per non lasciare i compagni in inferiorità numerica, il numero 4 tedesco si fece fasciare il braccio intorno al corpo terminando l’incontro.

A dieci minuti dalla fine della partita (110′), la Germania ovest si portò sul 3-3: corner tedesco, palla spiovente in area colpita da Seeler verso Albertosi e Muller che, ancora di testa, beffò ancora la retroguardia italiana.

Per la sesta volta, la palla ripartiva da centrocampo e in meno di quaranta secondi la palla entrò ancora in rete: da Facchetti a Boninsegna che dalla fascia dirottò in area, superando Schulz. La palla arrivò in mezzo all’accorrente Rivera che di destro colpi di piatto e superò Maier.: 4-3. Era il minuto 111 di una partita interminabile e “drammatica”, come disse Martellini.

Dopo nove minuti di contenimento, Yamasaki fischiò la fine dell’incontro: Italia in finale per la terza volta nella sua storia, a 32 anni dalla finale di Parigi, Germania Ovest a giocarsi il bronzo contro l’Uruguay,

Sappiamo tutti come finì, Italia-Brasile: netta vittoria 4-1 verde-oro trainata da un superbo Pelé e da una squadra, quella di Zagallo, che giocò una della più belle partite della storia del Mondiale. Terza Coppa Rimet per il Brasile e coppa assegnata definitivamente a Pelé e compagni. L’Italia poté poco contro i sudamericani, anche perché la squadra azzurra risentì ancora delle fatiche del match di quattro giorni prima. Un vero peccato con molti italiani che già si pregustavano la vittoria.

Cosa rimane oggi di quell’Italia-Germania? Non solo la targa affissa all’ingresso dell’Azteca a ricordare che li si disputò una delle partite più belle della storia del calcio (ribattezzata poi Partita del secolo), entusiasmante e molto combattuta, ma anche una partita che ha dato il via ad una delle rivalità più belle della storia del calcio, quella fra le due potenze calcistiche europee. Italia e Germania a oggi si sono incontrate 35 volte ed in quindici casi ha vinto l’Italia, in otto la Germania e dodici volte la partita si è chiusa in pareggio. Eppure ancora oggi Italia-Germania 4 a 3 è il non plus ultra della storia del calcio.

Anche grazie a Gianni Rivera, l’abatino, che subentrato all’inizio del secondo tempo regolamentare al posto di Mazzola, decise il match.

Questo è stato il tabellino dell’incontro:

Italia: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Cera, Rosato (91′ Poletti), Bertini, Mazzola (46′ Rivera), de Sisti, Domenghini, Boninsegna, Riva. Ct: Valcareggi

Germania ovest: Maier, Vogts, Patzke (66′ Held), Schulz, Schnellinger, Beckenbauer, Overath, Grabowski, Seeler, Muller, Lohr (52′ Libuda). Ct: Schon

Arbitro: Yamasaki (Perù)

Marcatori: 8′ Boninsegna, 90′ Schnellinger, 94′ Muller, 98′ Burgnich, 104′ Riva, 110′ Muller, 111′ Rivera

Ammoniti: Rosato, Domenghini, Mazzola; Overath, Muller

Espulsi: –


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