Vardy, denunciato, carcere, operaio e capocannoniere. Non Agüero, non Rooney, nemmeno Di Maria, il capocannoniere della premier risponde al nome di Jamie Vardy, l’ex operaio capocannoniere.

Niente di strano fino a qui ma qualcosa che renderà particolare questa storia vogliamo raccontarla.

Jamie è un attaccante velocissimo, l’opposto dell’andamento della sua carriera se si pensa che è sbarcato nel calcio che conta, la Premier League, a 27 anni.

Giocava nello Sheffield a 15 anni ed a 16 anni venne scartato perché ritenuto troppo basso. Una sconfitta per uno che avrebbe tutte le carte in regola per poter diventare calciatore!

Una sconfitta ricordata dallo stesso come il periodo più basso della sua carriera.

Decise così di appendere le scarpette, inconsapevole che 10 anni dopo avrebbe fatto gol a Chelsea, Manchester Utd., Arsenal ecc ecc.

Si iscrisse al college e iniziò a lavorare, come operaio, in un’azienda che produceva protesi in fibra di carbonio!

La voglia di giocare gli tornò proprio al college in una partita tra amici e riprese a giocare per la rappresentativa calcistica di una grossa compagnia siderurgica.

Per i tre anni a seguire, dal 2007 al 2010, la butta dentro 66 volte in un campionato che può essere paragonato alla prima categoria italiana. Una media di 20 gol a stagione e sei considerato il bomber.

Alle cene di squadra, al venerdì sera, entri in pizzeria con quel fare da fenomeno, presuntuoso perché hai praticamente segnato quasi a tutte le squadre che sono sedute agli altri tavoli.

jamie-vardy-leicesterNel 2007 venne coinvolto in una rissa in un pub. In realtà pare sia intervenuto in difesa del suo amico che era stato preso in giro in quanto portava l’apparecchio acustico.

Venne condannato per violenza privata e dalle 18 alle 6 del mattino fu costretto a non uscire di casa, tutto controllato da una cavigliera elettronica che monitorava ogni suo spostamento!

«Ero in grado lo stesso di giocare a calcio, ma in un paio di occasioni mi toccò scappare fuori dal campo e andare direttamente a casa per evitare di violare il coprifuoco. Mi accompagnavano i miei genitori. Se le partite in trasferta erano troppo lontane, potevo giocare solo un’ora! Dovevo sperare che fossimo in vantaggio, lasciare il campo e tornare in tutta fretta a casa per arrivare in tempo. La cavigliera funzionava da protezione per la caviglia. Non c’era modo di spezzarla, potevi colpirla con un martello e non si rompeva. Era indistruttibile».

Nel 2010 inizia la risalita, venne comprato dal Halifax una squadra di categoria superiore, per 15 mila sterline.

L’anno successivo si trasferì al Fleetwood Town, una squadra della massima serie a livello dilettantistico per 150mila sterline. Finalmente riuscì a smettere di lavorare, vivendo con solo lo stipendio del calcio.

Andrew Pilley, l’allenatore, dichiarò: “Era velocissimo, tanto che mi sembra di barare mettendolo in campo!” ma i supporter ci avevano già visto lungo, ecco di recente spuntar fuori un tweet del 2012 con un previsione a dir poco azzeccata:

Finalmente nel 2012, Jamie Vardy venne acquistato dal Leicester che militava nella serie B inglese, la Championship. Un milione di sterline l’ammontare del suo trasferimento e rimane il più costoso per un giocatore di livello dilettantistico.

Al primo approccio nel calcio vero i gol sono solamente 5 e Pilley disse che fino a quel momento aveva segnato contro muratori, carpentieri e postini. (Senza nulla togliere loro). L’allora coach, Pearson, rifiutò di darlo in prestito e la stagione seguente i gol diventarono 16 con tanto di promozione in Premier.

Non si è fatto mancare denunce passate alla cronaca per insulti raziali ripetuti per diverse partite a poker in un locale inglese: come riportato anche dai vari “Sun”, “Daily Mail” e “Guardian” Vardy ha dato del “Japanese” a un cliente della sala da gioco reo, o almeno così sembra, di aver tentato di spiare le sue carte.

Il tutto seguito poi dalle scuse del giocatore tramite il sito ufficiale del club: “Mi scuso con tutto il cuore per le offese. È stato un errore di cui mi pento e del quale prendo la piena responsabilità. Non ho tenuto un comportamento all’altezza delle aspettative“.

Il resto è storia dei nostri giorni… Parlano tutti di lui, è l’attaccante più in forma in Premier ma non si scorda da dove è arrivato e ha un progetto per il futuro: l’apertura di V9  un’accademia di calcio per dare l’opportunità a giocatori dilettanti di allenarsi per un anno con allenatori professionisti, sperando che riescano a far carriera.

 

Jamie Vardy: “Là fuori ci sono parecchi giocatori nella posizione in cui ero io: hanno bisogno di un’opportunità!”


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