Da Totti a Fowler: ecco la top 5 delle esultanze più impensabili!

Tutti noi, grandi amanti del calcio (e non solo…) sappiamo che il gol è importante quasi  quanto l’esultanza. Quest’ultima può essere una normale esternazione di gioia oppure una roba così smodata e senza senso che Conte può accompagnare solo. Il giocatore in questione può quindi passare alla storia per l’esultanza anche se ha segnato un gol più brutto di Ribery appena sveglio o inutile come quello di Mandzukic nella finale di Cardiff.

Di esultanze assurde ne esistono tante, forse preparate a tavolino, forse improvvisate come la formazione del turno infrasettimanale, in ogni caso ne abbiamo selezionate 5 il cui tasso di ignoranza è elevato al pari dell’ego di Ibrahimovic.

  1. Nel periodo in cui il termine “selfie” entra a far parte dei vocabolari italiani, il buon Totti vuole sfidare le dicerie comuni sulla sua ignoranza e decide di esultare scattando una foto con la curva giallorossa in caso di gol nel Derby, anche per dimostrare di conoscere una parola del dizionario italiano oltre “figa” e “Roma”. Risultato: doppietta decisiva e selfie con l’iPhone tarocco di Yanga Mbiwa. In realtà, Er Pupone nell’esultare si era girato verso sua moglie Ilary ma l’aveva vista scambiare qualche parola con un tifoso della Lazio. Quale migliore occasione per zoomare verso di lui col selfie e mandargli i sicari di Salah a fine partita?

  1. Ponticelli-Riolo Terme. Sì, sono quartieri bolognesi malfamati per spaccio e omicidi, ma è stata anche una partita ignorante di seconda categoria. Il numero 9 del Riolo chiude i conti sul 3-1 e, preso dall’euforia per aver segnato dopo 3 anni e 7 mesi passati in carcere, scansa i compagni festanti e scaglia una testata al plexigless della panchina esattamente sul modello di quelle che gli rifilavano appena sveglio in prigione. Quelli del Ponticelli, consci del fatto che, per sanare questo danno, non riceveranno la birra del dopopartita dalla società per il resto della stagione, generano un parapiglia che finirà con l’espulsione e 5 testate nelle palle al bomber nel “tunnel” degli spogliatoi.

  1. Ci sta che porti in vantaggio il tuo Verona, contro la Juventus, allo Juventus Stadium, ma prendere in giro i mongoflettici non va bene. O forse semplicemente non li stava prendendo in giro, in fondo questi sono dettagli. Quello che importa è che nell’esultanza di Cacciatore c’è un qualcosa misto tra la gioia per aver preso una schedina al 98’, la coordinazione del primo ballo con una figa assurda e tanta autoironia. In ogni caso, a noi sembra il remake ignorante di una tarantella calabrese.

  1. Ci sono calciatori che si limitano a giurare eterna fedeltà ad una squadra, altri temerari che baciano addirittura lo stemma e poi ci sono gli eroi, quelli che farebbero di tutto per una squadra. Ma proprio di tutto. Stiamo parlando di Cristiano Lucarelli, che nella stagione 2003/2004 conduce il Livorno alla promozione in Serie A dopo 55 anni. Sì, più o meno il tempo che Montolivo impiega per scendere dal pullman della squadra e raggiungere gli spogliatoi. Tornando a noi, Lucarelli segna il definitivo 1-3 a Piacenza che ufficializza di fatto la promozione del Livorno in A. E per festeggiare, Cristianone che fa? Butta la maglietta a terra come faceva sul letto con le 15enni di Livorno e la avvicina al pube per ‘possederla’ fisicamente. Beh Cristiano, eri proprio in astinenza… Queste cose in privato, per favore.

https://www.youtube.com/watch?v=W1C96bxhBt8

  1. Nella vita esistono tante droghe. Il calcio, il gioco d’azzardo, la schedina della serie B, la figa, la cocaina. Sì, forse questa ultima è proprio la peggiore che esista, ma qualche sborone non nasconde per nulla di farne uso. Nemmeno nelle situazioni più impensabili. È il caso di Robbie Fowler, attaccante inglese del Liverpool, che, dopo il suo gol nel derby contro l’Everton, esulta pippando in mondovisione. Il problema è che, in mezzo all’esaltazione generale, il buon Robbie non si rende conto che quelle sono solo le linee di fondo campo e non strisce di cocaina. L’arbitro, dal canto suo, non reagisce minimamente ma anzi prende in simpatia l’attaccante e dopo il fischio finale gli chiede anche il contatto di qualche pusher, mentre la Federazione squalificherà il bomber per quattro gare. Chiare le condizioni di Robbie dopo quattro giornate di campionato a casa

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