Top e flop Genoa-Juventus: il poster di Dybala nella camera di Messi

A Genova i rossoblu ci credono per 14 minuti, poi Dybala si rende conto che l’arbitro ha fischiato l’inizio e decide di cominciare a giocare e cambia le sorti della partita.

Top Genoa

Perin: Storie raccontano che dopo i due miracoli del primo tempo, Papa Francesco abbia intenzione di lasciargli il posto in Vaticano. Se questo sta bene è, a mani basse, uno dei migliori portieri italiani. Nei 4 gol può poco poco.  PERIN XVII

Galabinov: meno conosciuto del regolamento della Var, il bulgaro offre una grande prestazione contro la Juve. Un gol, un infinità di palloni recuperati e, gli amici confermano, un sacco di fighe rimorchiate in discoteca nel post partita. Si presenta allo stadio a bordo della sua Uno turbo diesel, prestatagli dallo zio, dopo una nottata a rubare rame, al settimo minuto purga Buffon, diventando il nuovo eroe di Genova. D’altronde se nel suo curriculum calcistico spuntano squadre come: Giulianova, Giacomense, Sorrento, Bassano e via andare, un motivo ci sarà. GIOIELLIERE

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Pandev: il macedone dialoga col bulgaro Galabinov che è una meraviglia. Se è vero che la qualità ormai è alla fine (o forse non c’è mai stata) quantomeno incute paura agli avversari. I difensori di Serie A farebbero meglio a cominciare a preoccuparsi: l’ultima volta che qualcuno ha fatto incazzare così tanti abitanti dei paesi balcanici era il 1914, e sappiamo tutti com’è andata a finire. JUGOSLAVIA

Flop Genoa

Culo: essere in vantaggio 2-0 contro la squadra che ha vinto gli ultimi 6 campionati, dopo 7 minuti di gioco ed uscirne con 0 punti non è il massimo. Bene ma non Bertolacci

Top Juve

Dybala: ormai è ufficiale: è Messi ad avere il poster di Paulo in cameretta. Altra sontuosa partita per il gioiello della Juve, oltre alla tripletta fa sempre la cosa giusta, addirittura s’improvvisa mister al 52′: non appena vede Cuadrado allacciarsi gli scarpini prova a convincere Allegri che in realtà il colombiano sia infortunato, in modo da porre fine alla partita dell’esterno. Galvanizzato dalla partita, tornando a casa racconta alla zia, che è venuto a prenderlo, che oggi ha anche il coach e si è limonato la compagna di classe. 10 e GODE

Pjanic: partita più confusa della relazione Cassano-Verona. Prima della partita fa il parcheggiatore, a inizio partita fa un paio di fotografie, dopo un minuto combina l’autogol, dopo 14′ scodella l’assist a Dybala, al 19esimo si fa ammonire, all’intervallo va a sostituire il commesso al bar dello stadio e a fine partita va ad aiutare gli stuart. E’ un pò come la canzone di Mengoni: ESSENZIALE.

Cuadrado: sostanzialmente per 61 minuti è utile come carta igienica  bagnata, al sessantaduesimo fa l’eurogol del 2-3 e scoppia in un’esultanza incredibile, esultanze che ricordano quelle di Balotelli. QUAL COSA NON CUADRADO

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Flop Juve

Rugani: in prospettiva può diventare fortissimo, ma dire ora che può sostituire il ruolo che fu di Bonucci è come dire che un gatto può fare la tigre. FELINO

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Alex Sandro: partita sottotono per il sosia di Damon Wayans, sono lontani i tempi in cui si poteva osservare le sue imprese in “Tutto in famiglia”. Probabilmente la testa è al mercato, ma i suoi piedi e i suoi tacchetti sono sempre pronti ad entrare in ritardo su ogni caviglia li passi vicino. MICHEAL KYLE

Higuain: alla fine se non segna non ha ragione. Si lancia sulla palla come si lancia la domenica sulla parmigiana di melanzane della moglie, ma oggi non la butta dentro. Deluso di non essere riuscito a incidere sul match, tornando a casa decide di incidere tutti gli alberi liguri con offese e parolacce, solo che viene visto da un poliziotto che lo costringe alla notte in questura. NEI HI-GUAI-N

 

 

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