Fischia Horacio Marcelo Elizondo e dopo pochi secondi in uno stivale colorato di verde, bianco e rosso si scatenano un susseguirsi di lacrime ed abbracci accaduto solo tre volte nel passato.
In porta c’era Fabien Barthez, di fronte a lui un ragazzo di 29 anni arrivato in Germania per recitare un ruolo da comparsa e ritrovatosi a Berlino da attore protagonista.

Undici metri lo dividevano da un sogno, nemmeno mai immaginato per quanto grande potesse essere.

Eppure quel sogno lo ha realizzato caricandosi in spalla una nazione intera e portandola in vetta al Mondo.
In realtà i primi segnali che qualcosa di incredibilmente stupendo stesse per succedere furono colti dopo quel rigore, conquistato in inferiorità numerica contro l’Australia.
Da quel giorno in un Paese non tanto distante dalla Germania, la razionalità ha lasciato spazio alla fantasia. Quella fantasia pensava di non poter andare oltre il Westfalenstadion, ma un ragazzo di nome Fabio Grosso, decise di tirare fuori un sogno troppo grande da un cassetto troppo piccolo e di metterlo alle spalle di Lehmann.
Dopo aver apposto la firma sull’ostacolo più grande, non poteva mancare il timbro sulla vittoria finale.
Ma lì a parlare con il destino fu un signore dai capelli bianchi venuto da Viareggio: «Avevo individuato i quattro rigoristi e mi mancava il quinto: Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero. Totti era uscito, così mi sono guardato attorno e ho detto a Grosso: ‘Il quinto lo tiri tu’. Lui mi ha risposto: ‘Io???’. E io gli ho detto: ‘Lo tiri tu perché sei l’uomo dell’ultimo minuto’.»

Il fato, la bellezza del calcio e una vittoria arrivata dopo tante polemiche, hanno reso oggi Fabio Grosso non solo uno dei personaggi più importanti nella storia del calcio italiano, ma anche del Paese.

Il suo sguardo misto tra tensione e paura rimarrà per sempre impresso nella mente di milioni di persone.
In quegli occhi lucidi si intravedeva il lieto fine di una splendida favola destinata a sostituire quella di Cappuccetto Rosso e Cenerentola nelle storie da raccontare ai bambini prima di addormentarsi.
E poi, beh poi il resto è un concentrato di lacrime ed emozioni sotto le squillanti note di “Po po po”.
E’ stata un’estate diversa quella, intensa e allo stesso tempo anomala. Ve li saresti mai immaginati i tifosi di Juventus, Milan, Inter, Roma e Lazio ad esultare insieme nelle stesse piazze?
Eppure è successo, e questa più che una vittoria somiglia a un “Grosso” miracolo, realizzatosi grazie a un ragazzo, oggi al suo 39° anno di vita e al 10° da eroe tricolore.
Grazie Fabio, perché se agli occhi dei francesi e tedeschi la bandiera italiana è come il rosso per i tori, gran parte del merito è proprio tuo.


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