Un titolo che a molti può dire tanto ed ai più giovani non dice nulla

Piacere Paolo Rónald Iglesias Montero uruguaiano classe 71 ex difensore centrale di Peñarol, Atalanta, Juventus e San Lorenzo.  Juventino di adozione, non si è mai fatto pregare per stendere l’avversario 83 ammonizioni e 22 rossi in carriera ( ancora oggi è record in Serie A ). Vorremmo sapere cosa pensa di Rugani che non prende un giallo nemmeno a Fifa.

“Sono diventato bianconero appena arrivato a Torino, mi sono reso conto quando odio ci fosse verso la Juventus dal resto delle tifoserie, così ho trasformato il loro odio in amore per la Juve, contro tutto e tutti e da allora, quella maglia, è diventata la mia corazza”

 

Quando si vinceva, la macchina partiva subito per Milano. Feste su feste. Purtroppo oggi siamo sposati e non possiamo raccontarlo, però ci siamo divertiti. Mark era un grande conquistatore e io gli facevo da spalla. Una sera scoppiò una rissa in una discoteca: erano in 10 o 15, sembravano dei buttafuori. Ho solo detto a Mark: «Stiamo zitti, questi ci ammazzano. Oggi bisogna perdere».
Poi una volta eravamo in ritiro pre-campionato con Ancelotti, che ci lascia una notte libera. Non mi sono neanche allenato il giorno dopo: sono arrivato distrutto e quel giorno c’era anche la presentazione della squadra. Hanno detto che avevo la febbre, ma volevano mandarmi via”.

 

“Una mattina, alle quattro, eravamo all’aeroporto di Caselle. Tornavamo da Atene, avevamo appena fatto una figuraccia in Champions League contro il Panathinaikos ed abbiamo trovato ad aspettarci un gruppetto di ragazzi che non ci volevano esattamente rendere omaggio. Al passaggio di Zidane l’hanno spintonato ed è stata la loro condanna. Non a morte, ma quasi. Montero ha visto la scena da lontano, si è tolto gli occhiali con un’eleganza che pensavo non gli appartenesse e li ha messi in una custodia. Bel gesto, ma pessimo segnale, perché nel giro di pochi secondi si è messo a correre verso quei disgraziati e li ha riempiti di botte. Aiutato da Daniel Fonseca, un altro che non si faceva certo pregare. Paolo adorava Zizou, io adoravo anche Paolo, puro di cuore e di spirito”.


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