Non so esattamente cosa spinga un tifoso di calcio a innamorarsi di una bandiera non sua, forse il carisma, la tecnica, l’umanità, l’eleganza. O forse semplicemente  tutte queste cose messe insieme.

bari-juve la rete di Del Piero 18/02/2001 ansa.Luca Turi bari

Una vita non basterebbe per elencare le sue prodezze, i suoi gol, quindi per descriverlo, meglio partire dalla fine e non dall’inizio, come si usa fare nelle favole più belle, quelle di cui ci si innamora al primo capitolo e si muore dalla voglia di scoprirne subito il finale.

 

 

Jonathan Moscrop / LaPresse13 05 2012 Torino ( Italia )Sport CalcioJuventus vs. Atalanta - Serie A Tim 2011/2012 - Juventus StadiumNella foto: Alessandro Del Piero saluta i tifosiJonathan Moscrop / LaPresse13 05 2012 Turin ( Italy )Sport SoccerJuventus versus Atalanta - Italian Serie A Soccer League 2011/2012 - Juventus StadiumIn the Photo: Alessandro Del Piero salutes the fans on what seemed to be his last game in the Juventus stadium

Era il 13 maggio del 2012, correva il minuto 57 di un insignificante Juventus-Atalanta, passato alla storia soltanto per l’addio a quello che per 20 anni è stato il suo Mondo.
Bambini in lacrime in braccio a dei papà che improvvisamente vedono passare davanti ai loro occhi una vita di gioie e dolori condivisi con quel numero 10. Il loro numero 10. Sempre lui. Quello della Champions vinta e di quelle perse. Dei campionati agguantati all’ultima giornata e persi all’ultimo minuto. Ma soprattutto quello che dalla propria pelle non ha voluto scucire una maglia, la sua maglia. Quella stessa maglia che da Berlino lo ha portato in Serie B.
Un campione unico, in grado di scrivere la storia sempre e solo con una maglia, anzi con due. Quella bianconera e quella azzurra.
Grazie per averci insegnato che il calcio non è solo uno sport, ma anche romanticismo. Grazie perché quel piattone sotto l’incrocio i tedeschi se lo ricorderanno finchè campano. Grazie per aver applaudito Cufrè dopo esserti preso uno schiaffo e di aver insegnato ai bambini che alla violenza si risponde con educazione. Grazie per aver messo un marchio sui tiri a giro sul secondo palo. Grazie per essere caduto e aver trovato la forza di rialzarti dopo i tanti infortuni. Grazie perchè i veri valori non si comprano con i soldi degli sceicchi. Grazie perché  gente come te in questo calcio di adesso non merita di starci.
Tra quarant’anni forse, un bambino alle prime armi con lo sport più bello del Mondo, lancerà un pallone verso la porta e lo inseguirà con degli occhi pieni di sogni. Gli occhi lucidi e pieni di speranza di un piccolo ometto che sogna di diventare una leggenda del calcio.
Quel bambino ricco di gioia e spensieratezza non vedrà l’ora di tornare a casa e di raccontare al papà la sua giornata racchiusa in un’emozione destinata a durare in eterno:

“Papà, oggi ho fatto il gol alla Del Piero”.

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