Paolo Di Canio il fair play che rimarrà nella storia

Spesso assistiamo a gesti di fair play quando il risultato pende già a favore della squadra che dovrebbe rendere o buttare fuori la palla. Oggi, vi vogliamo ricordare il gesto che rimarrà nella storia del calcio.

Era il 18 dicembre del 2000 e nella fila del West Ham giocava un certo Paolo Di Canio, un attaccante che ha sempre voluto stupire dentro e fuori dal campo.  L’ estroso attaccante italiano ha rinunciato alla possibilità di segnare il gol della vittoria per la sua squadra, il West Ham, per consentire al personale sanitario di soccorrere il numero 1 dell’ Everton, Paul Gerrard. Le due squadre erano sull’ 1-1 (risultato con cui si è concluso il match) quando a Di Canio si è presentata un’ occasione d’ oro: ma di fronte al dilemma di siglare il gol della vittoria o aiutare un avversario, non ci ha pensato due volte e ha fermato il pallone. Il gesto ha suscitato l’ ammirazione di compagni e avversari, e indistintamente di tutti i tifosi presenti.

 

l tecnico dell’ Everton, Walter Smith, ricordando le passate disavventure dell’ ex laziale (fu squalificato per 12 turni per aver spintonato l’ arbitro), ha commentato:

 «Facendo quello che ha fatto, Di Canio ha guadagnato un enorme credito per sé e per la squadra. In passato si era attirato grandi critiche, ma comportandosi come si è comportato nell’ interesse di un collega si è meritato un elogio immenso. Siamo rimasti tutti sbalorditi. Non pensavamo che proprio lui avrebbe fatto qualcosa del genere. Evidentemente a Di Canio le cose riescono soltanto se difficili. Nulla di dire, dobbiamo soltanto ringraziarlo e toglierci il cappello»

Leggermente meno contento l’allenatore degli  «Hammers» Redknapp:

 «Direi una bugia se dicessi che sono contento. È stato – ha dichiarato – un fantastico gesto sportivo. Non avevo mai visto nulla di simile in campo. È sicuramente un fatto insolito. Ma il problema è: un’ altra squadra si sarebbe comportata allo stesso modo nei nostri confronti? Non credo proprio. Abbiamo regalato punti preziosi. Per carità l’ episodio e l’ intento di Di Canio restano nobilissimi, anche il pubblico ha mostrato di capire. Vedremo se alla fine del campionato non saremo costretti a rimpiangere di non aver messo la palla dentro come potevamo. Vorrei tanto che non fosse così, però il calcio e lo sport sono spesso spietati e non tengono conto dei bei gesti».

Nessuno ha osato criticare l’ accaduto, tutti si sono sorpresi che proprio «Paolo il terribile» si fosse reso protagonista di un comportamento così esemplare. Di Canio non ama le mezze misure. Giudicato non solo estroverso, ma anche esagerato nelle reazioni contro gli avversari e anche contro gli arbitri, il romano da quando è sbarcato in Inghilterra non ha smesso di far discutere e dividere le schiere dei tifosi in pro e contro. Un destino che lo accompagna fin da quando giovanissimo esordì con la maglia della Lazio. E fin da quando ebbe il primo momento di celebrità, segnando un gol bellissimo alla Roma per poi festeggiare con il dito alzato proprio davanti ai tifosi giallorossi.

Di Canio ha aggiunto nuovi argomenti di discussioni per suoi tifosi e per i suoi detrattori. Ha infatti scritto un libro in cui espone anche il proprio pensiero politico. Da sempre di destra, Di Canio nel libro non nasconde le personali opinioni, fin dal titolo che è chiarissimo in proposito: «Autobiografia».


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