Owen:”Ho odiato il calcio”

MICHAEL OWEN SI RACCONTA:

“Quando mi sono fatto male per la prima volta agli adduttori, di fatto, la mia carriera è finita. Per le restanti sei, sette stagioni ho odiato il calcio. Era il mio istinto che mi diceva di giocare come sempre. Sono nato per essere un calciatore, e invece mi ricordo delle volte in cui avevo paura che un compagno mi lanciasse in profondità. Pensavo sempre: ‘ no, non farlo, ti prego, giocala corta.’ vedevo l’ora di ritirarmi: quello che andava in campo non ero io. La cosa peggiore è che non affrontavo le gare con il giusto stato d’animo, quindi non mi mettevo nelle posizioni ideali per scattare. In pratica mi nascondevo e mi posizionavo in zone del campo dove non sarei neanche dovuto andare. Non ero piú quello che segnava gol come quello contro l’Argentina. Al tempo saltavo gli avversari, scattavo negli spazi, crossavo. Quello ero io. Ma negli ultimi sei o sette anni ero terrorizzato dalla possibilità di scattare quando avevo spazio e sapevo che mi sarei potuto strappare ogni volta.”
[Micheal Owen]

Il gol contro l’Argentina nel 1998, lo aveva fatto conoscere al mondo come ‘Wonder Boy’. 158 gol in 274 partite con il Liverpool, il pallone d’oro nel 2001, poi il Real Madrid e il Manchester United, dove vinse la sua unica Premier League.

Una carriera da urlo, una carriera che sarebbe invidiata dalla maggior parte dei giocatori.

Ma il calcio come può regalare emozioni e felicità, può anche toglierti tanto.

Queste le parole di Micheal Owen, che é arrivato addirittura ad odiare il suo lavoro.

Ma per noi rimarrai sempre il ‘Wonder Boy’ che non ha smesso di sognare.


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