Un giorno dopo l’allenamento con l’Inter esco per ultimo dalla Pinetina e vedo, duecento metri più in là, una macchina parcheggiata a bordo strada. Rallento, accosto, osservo e fra me e me penso ‘Guarda che bella questa morettina’. La fisso per capire se sia rimasta in panne e abbia bisogno di aiuto. Lei tira giù il finestrino, sorride e mi dice: ‘Ciao sono una tua tifosa, se ti va di seguirmi ho un regalino per te’….” “Oltre ad essere bellissima e decisa, ha un tono di voce fermo e sicuro. La cosa mi intriga e sto al gioco ‘Agli ordini mister, ti seguo’ le dico rubandole un sorriso che mi fa già immaginare molto… Ci fermiamo in una piazzola dove non c’è anima viva. Scende dalla sua macchina e sale sulla mia. Finito tutto, come niente fosse, se ne va dicendomi: ‘A domani!’ E io, da bravo bomber, cosa volete che abbia risposto? ‘Sì, mister, ai tuoi ordini!’” Da quel giorno appuntamento fisso, prima degli allenamenti però. E’ stato così quasi tutti i giorni per sei anni. Ora è facile indovinare perché, quando entravo in Pinetina avevo un sorriso a 32 denti…”

[Christian Vieri – “Chiamatemi Bomber”]


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