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Quando il numero 10 non è di classe!

Quando il numero 10 può essere una scelta ignorante o di marketing


Metà luglio, i ritiri sono iniziati, mancano poco più di un mese e come da tradizione, in questi giorni, vengono ufficializzati i numeri che accompagneranno i giocatori lungo il corso di tutta la stagione.

 

Da sempre il numero 10 ha contraddistinto il giocatore più talentuoso della squadra…

Ma spesso il numero 10 ha anche contraddistinto il più ignorante della squadra.

Ahn, giustiziere dell’Italia

AHN JUNG-HWAN (PERUGIA): Ahn giustiziere dell’Italia ai Mondiali di Corea e Giappone del 2002 – ricordiamo la captatio memoriae per questo evento – riceve il numero 10 dal presidente Gaucci dopo la partenza di Hide Nakata. Nessuno a Perugia ricorda le prestazioni di Ahn con la maglia numero 10: solo cinque miseri gol in 30 partite, e poi quel golden gol contro gli Azzurri di Trapattoni…Stendiamo un velo pietoso…

 

 

GHEORGHE POPESCU (LECCE): Popescu, tra i più forti difensori rumeni, dopo aver vinto tutto con Barcelona e Galatasaray ed essersi distinto nel riciclaggio – tra gli sport nazionali rumeni – decide di chiudere la carriera vestendo la maglia della Lecce. Il club salentino decide di omaggiarlo regalandogli la tanto ambita casacca numero 10. Ma come ringrazia Popescu il Lecce? Dormendo per tutta la durata della stagione, regalando una bella retrocessione. Ecco qua, molto riconoscente.

 

DAVIDE MOSCARDELLI (BOLOGNA): Signore e signori tutti in piedi sul divano, vi presento sua maestà Davide Moscardelli. Davide arriva a Bologna, veste la 10 e diventa una star. Più che in campo Moscagol diventa una social star, un antipasto di quello che diventerà Papu Gomez: rovesciate in piscine, gol dal balcone, scenette tragi-comiche con tutta la famiglia, Davide sei il numero 10 più bello di sempre, zitti tutti i BimbiSignori!

 

LASSANA DIARRA (REAL MADRID): Estate 2010, Florentino Perez decide di “liberarsi” di Sneijder e spedirlo a Milano sponda Inter. La 10 dei “Blancos” rimane così vuota…cosa fare? Tornare sul mercato a fine agosto sarebbe troppo dispendioso, dai diamo la 10 a quel fenomeno di Lass… Ed ecco qua la frittata è fatta: Lass Diarra, medianaccio dotato di due piedi sinistri, veste la 10 che in passato fu di Di Stefano, Figo, Seedorf….bel pugno in pieno stomaco per gli esteti del calcio.

CRISTIANO LUPATELLI e LORENZO D’ANNA (CHIEVO VERONA): Appena promosso in Serie A nel 2001, il Chievo più che squadra materasso vuole essere squadra simpatia! Ed ecco spuntare dagli spogliatoi Cristiano Lupatelli, portiere campione d’Italia con la Roma, con sulle spalle il numero 10. Cristiano vuole dimostrare di essere il fantasista della porta e vince la sua scommessa: buona stagione tra i pali e maglia numero 10 a ruba in tutti i negozi di Verona. Tornato Lupatelli a un più canonico numero 1, è il capitano di mille battaglie Lorenzo D’Anna a vestire la 10: l’esperimento non funziona, D’Anna crede di essere un fuoriclasse e abbandona la difesa…l’operazione non funziona come con Lupatelli.

william-gallas-arsenalWILLIAM GALLAS (ARSENAL): William è un difensore centrale, più odiato – ha vestito le maglie di tutte le squadre di Londra, dai dilettanti fino all’Arsenal – che amato. Nel 2008, bussa alla porta di Arsene Wenger e chiede di vestire la 10 dell’Arsenal: Duro in campo, si fa conoscere più per le follie fuori dal campo, dove raggiunge il picco di popolarità proprio con la 10 dei Gunners, di cui era già diventato capitano per le riconosciute doti da leader. L’esperimento non funziona e Wenger decide di dargli il ben servito non rinnovando il contratto in scadenza…

 


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