Mirco Antenucci, il Molise e i gol pesanti

Tra le più belle sorprese di queste prime due giornate di campionato c’è senza dubbio la Spal. Due partite giocate, due vittorie con due reti capolavoro: la prima l’ha segnata a Bologna Jasmin Kurtić con una botta da fuori area che ha staccato una ragnatela che era nel “sette” da giugno, la seconda l’ha messa dentro Mirko Antenucci contro il Parma con una girata di destro che ha ricordato, un po’ si un po’ no, il gol che fece Zidane in una finale di Champions League.

Se per lo sloveno quello di due settimane fa è stato il primo gol con la maglia della squadra “acronimo”, quella del suo capitano è stata la trentaquattresima rete con gli spallini. Un attaccante molto forte Antenucci, tecnico, barbuto, con un buon fiuto del gol. Nonché molisano.

Eh? Molisano?”. Eh sì, Mirko Antenucci arriva dal Molise. Il Molise, la Regione italiana che si pensa non esista (mai sentito parlare di “Molis’nt”?) ha dato i natali ad uno degli attaccanti italiani più sottovalutati di tutti, nonché l’unico giocatore proveniente da lì non solo a giocare, ma anche a segnare in Serie A.

Che storia quella di Mirko Antenucci: nato calcisticamente in strada come tanti colleghi, ha girato tutta Italia per affermarsi ed ovunque è andato a giocare, ha quasi sempre segnato con continuità andando spesso in doppia cifra.

Ovunque è andato a giocare”, perché “Lupo” ha fatto una vita di sacrifici, come molti suoi conterranei provenienti da una Regione povera e che da pochissime possibilità non solo professionali, ma anche calcistiche. Da Giulianova ad Ancona, da Venezia a Catania, da Pisa ad Ascoli, dalla Torino granata a La Spezia fino a Terni e Leeds. Perché il nostro numero 7 ha anche giocato due anni all’estero, nel fu Leeds di Cellino, diventando un idolo ed un cecchino dell’area di rigore.

E ora Ferrara, dove dal 2016 è il bomber indiscusso ed il capitano nonostante un avvio difficile ed una società che comprava gente che alla Serie A dava del “tu”, come FloccariBorriello e Paloschi. Morale? Floccari non segna più, Borriello è desaparecido, Paloschi segna con il contagocce mentre Antenucci segna gol belli e difficili. E lo stesso bomber campobassano ha contribuito, due anni fa, a far vincere il campionato di B alla Spal, portandola in massima serie dove mancava da quarantanove anni.

E poi quel Molise tatuato nel cuore e l’orgoglio di essere riuscito a sfondare come calciatore quando per lui si pensava fossero chiuse le porte della Serie A, quando nell’estate 2014 dovette prendere un aereo e andare a giocare in Inghilterra, in Serie B. Serie che lui, in Italia, conosceva molto bene avendo segnato tante reti.

La Spal ora di gode il primato e, in attesa che giochi stasera la Roma, guarda tutte le avversarie dall’alto verso il basso grazie ad una squadra molto buona e guidata in attacco da un ragazzo di Roccavivara che si è preso in spalla non solo la squadra ferrarese, ma anche la sua Regione che non ha mai avuto squadre in Serie A.

Avanti così, bomber.

Ps: per chi non lo sapesse, il Molise è una regione dell’Italia meridionale che confina a nord con l’Abruzzo, a sud con la Puglia, a ovest con Lazio e Campania e a est con il Mare Adriatico. La Regione ha due provincie, Campobasso (capoluogo) e Isernia, che è la terza città per numero di abitanti dopo Termoli, cittadina dove è nato Antenucci.


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