“Se oggi abbiamo vinto è grazie alle parate di uno che non è umano…”
Ce ne sarebbero a centinaia di frasi celebrative sul suo conto, ma quella detta da Alvaro Morata, dopo la gara vinta quest’anno in campionato con la Fiorentina, che è di fatto valsa il quinto scudetto consecutivo alla Juventus, è sicuramente la più adatta per descriverlo. Sì perché lui, Gianluigi Buffon, non sembra affatto umano. buffSembra quasi che più invecchi e più diventi forte. La cosa che più lascia di stucco è vederlo “sfornare” impensabili e inimmaginabili parate, ogni partita sempre più belle e più importanti.
E pensare che per un momento, la sua leggendaria carriera è stata in serio pericolo.
“Ho combattuto una dura lotta contro me stesso. Non mi vergogno affatto a dirlo. Ma da quella esperienza traumatica è venuta fuori una persona più forte e matura. Vincere la depressione è stata la miglior parata della mia vita”. Ma una volta superato il momento di crisi personale, è ripartito più forte di prima, non fermandosi più. L’IFFHS, l’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, lo ha eletto miglior portiere degli ultimi venticinque anni, e durante la scorsa stagione, ha battuto il record di imbattibilità di Sebastiano Rossi, entrando di diritto, se ce ne fosse stato ancora il bisogno, nell’elìte dei portieri leggendari. Il migliore di sempre per qualcuno.

“Buffon è su un altro pianeta, è impossibile da imitare, è il Maradona dei portieri. Uno così nasce ogni quarant’anni.”

Dirà Emiliano Viviano. Un altro collega, Iker Casillas, invece non ha mai nascosto la sua profonda ammirazione nei suoi confronti:

 “È un idolo. Un punto di riferimento per me ma anche per i portieri della mia generazione. Quando ho cominciato a giocare sognavo di diventare come lui.”


Anche Manuel Neuer, forse il più forte al mondo in questo momento insieme all’eterno Buffon, ha elogiato il Gigi nazionale:

“È incredibile come a 38 anni sia ancora al top. Per presenza, per come sprona la squadra, si vede come tutti lo ascoltano. E’ una guida per i giovani. Potrebbe giocare fino a 50 anni…”

buffonForse, se volessimo proprio trovare “l’anello mancante” nella carriera di questo incredibile portiere, è quello di non esser riuscito a vincere a livello europeo, sia a livello di club la Champions League, sfuggitagli in finale in due occasioni, che con la nazionale, con quell’Europeo perso malamente in finale con la super Spagna nel 2012. Ma poi gli basta ripensare a quella magica estate tedesca del 2006 per farlo sentire sollevato. Lì Gigi ha alzato, e da protagonista, quella tanto sognata coppa dorata. Molto più di una magra consolazione per un “numero uno”, un mito, entrato da tempo nella leggenda.
Leggenda riconosciuta anche dalla UEFA che, tramite un sondaggio dove hanno partecipato milioni di utenti, lo ha eletto miglior portiere della storia della Champions League davanti a mostri sacri come Khan, Casillas e Neuer.

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