Made in Italy: i calciatori italiani all’estero

In principio fu Giorgio Chinaglia. Era il 1976 e “Long John”, leader della Lazio campione d’Italia due anni prima, prese armi e bagagli e partì alla volta delle Americhe come un novello Cristoforo. Firmò con i New York Cosmos, una squadra composta da giocatori stranieri un po’ sul viale del tramonto (Pelé, Beckenbauer, Eusebio, Van der Elst, Wilson, Neeskens) per rendere appetibile la nascente NASL Chinaglia vi rimase fino al 1983, vincendo quattro titoli e quattro classifiche cannonieri consecutive. Poi arrivarono gli anni Novanta, la “legge Bosman”, Vialli allenatore-giocatore del Chelsea e una sfilza di nostri calciatori che lasciarono il Belpaese per fare fortuna negli altri campionati europei e mondiali. Alcuni fecero la storia (come Gianfranco Zola), altri no. Ma una cosa è certa: il calcio made in Italy tira e all’estero giocano molti nostri connazionali. Oppure degli oriundi, come Vincenzo Grifo, debuttante in maglia azzurra martedì a Genk.

Sono davvero tanti (e non lo avreste detto), ma questa volta abbiamo messo quelli più mainstream. Non è detto che a breve possiamo pubblicare anche gli altri.

Premier League (Inghilterra)

La Premier League è il torneo numero 1 in Europa: bello, avvincente, mai banale e con gli stadi pieni. E anche per tradizione è quello dove tanti calciatori italiani vi vanno a giocare. In Inghilterra vi giocano attualmente undici italiani, tra massima serie e cadetteria: una squadra di calcio, in pratica. La colonia italiana più ricca è il Chelsea con Jorginho, Emerson Palmieri e Davide Zappacosta. Addirittura il Chelsea ha anche il tecnico italiano, Maurizio Sarri. Notare che il club di Abramovic ha molto feeling con gli italian coach: da Vialli a Conte, da Ancelotti a di Matteo fino a Claudio Raniei. In casa Manchester United gioca Matteo Darmian, Red devils da quattro stagioni, dove alterna qualche partita a tanta panchina. Sempre in Premier gioca anche Manolo Gabbiadini, da due stagioni in forza al Southampton. Da tre stagioni, Londra è la casa di Angelo Ogbonna: l’ex Torino e Juventus è il leader della difesa del West Ham United, altresì detti Hammers. Il Watford invece è la squadra di Stefano Okaka e Adam Masina: l’attaccante di Castiglione del Lago è con gli Hornets dalla stagione 2016/2017 e ha avuto esperienze in passato all’estero con le maglie di Fulham e Anderlecht, mentre il difensore di origine marocchina di cui si diceva un gran bene dopo cinque anni a Bologna ha deciso di andare anche lui nella squadra giallo-rosso-nera. Nel Brighton & Hove gioca un oriundo: il redivivo Ezequiel Schelotto In due stagioni poche presenze, ma anche lui rientra nel nostro made in Italy…seppur nato a Buenos Aires

La Football Championship vede giocare altri tre nostri connazionali, poco mainstream: Fernando Forestieri nello Sheffield Wednesday, Vito Mannone nel Reading ed Eros Pisano nel Bristol City. Una nota: Mannone, di ruolo goalkeeper, ha trent’anni e quasi metà della sua vita l’ha passata in Inghilterra giocando anche con Arsenal, Barnsley, Hull City e Sunderland.

Primera División (Spagna)

In Spagna giocano ben dieci giocatori italici.

Nel Villarreal militano Nicola Sansone e Daniele Bonera, mentre Cristiano Piccini, già nel giro della Nazionale, veste i colori del Valencia. Nel Valladolid di “Ronaldo il fenomeno” gioca con il contagocce il napoletano Daniele Verde, ex Roma con esperienze in molte piazze di Serie B. Uno che invece in Spagna ci gioca da tempo è l’ex Primavera interista Samuele Longo: oggi è il puntero dello Huesca, ma nelle ultime due stagioni ha giocato con Girona e Tenerife.

In Segunda division giocano Michele Somma, difensore del Deportivo La Coruna, Nicolao Dumitru, attaccante nato in Svezia da padre brasiliano e madre rumena ma con passaporto italiano che doveva fare faville a Napoli e che oggi gioca nel Gimnàstic de Tarragona, dopo esperienze con il Nottingham Forrest e con gli spagnoli dell’Alcorcón. Gioca nel Cordoba, in Segunda, anche il globe trotter Federico Piovaccari: l’attaccante di Gallarate negli ultimi cinque anni si è fatto sei mesi alla Ternana e per il resto ha indossato i colori di Steaua Bucarest, Eibar, Western Sidney, Zhejiang Yiteng e Cordoba, dove gioca da questa stagione dopo averci già giocato sei mesi due anni fa.

Chiude la lista degli italiani in Spagna l’eroico Marco Borriello, attaccante dell’Ibiza, club di una città in Champions League per il divertimento notturno ma in Serie C (spagnola) per il calcio praticato.

Ligue 1 (Francia)

Ah la France, la France. Nell’Esagono giocano cinque italiani, ripartiti in due squadre: Paris Saint Germain e Monaco, le due squadre più ricche e blasonate (a casa loro). Nel PSG in porta c’è il leggendario Gianluigi Buffon, arrivato questa estate dopo diciassette anni di Juve, mentre la regia è affidata a Marco Verratti, uno che è così forte da essere passato dal mare di Pescara alla Torre Eiffel senza giocare un secondo in massima serie. E il piccolo numero 6 abruzzese è nella città dell’amore e delle baguettes da sette stagioni. Nel Monaco giocano un 1984, un 1995 ed un 2001: agli ordini del tecnico Thierry Henry giocano Andrea Raggi difensore centrale, Antonio Barreca terzino sinistro e Pietro Pellegri, attaccante millennials. Dei tre, Raggi gioca nella città della Rocca e del casinò da sette stagioni, di cui è uno dei leader.

Bundesliga (Germania)

La Bundesliga, nel suo piccolo, ha dato tanto ai calciatori italiani. Nel massimo torneo deutsch giocano il già citato Vincenzo Grifo, numero 10 contro gli Usa al suo debutto in vincenzo grifoazzurro, oriundo con padre siciliano e madre leccese. Nativo di Pforzheim, nel Baden-Württemberg, Grifo gioca nell’Hoffenheim di Sinsheim da questa stagione, dopo una stagione nel Borussia “impronunciabile e inscrivibile” (il Mönchengladbach). Era stato convocato in Nazionale, ma per uno stage con Antonio Conte, un altro oriundo, Daniel Caligiuri. Oggi gioca nello Shalke 04 di Gelsenkirchen, mentre ai tempi del suo breve ritiro azzurro (una settimana), giocava nel Wolfsburg.

Giocano da anni in Germania, ma senza aver mai ricevuto una chiamata dalla Nazionale maggiore se non dalla Under 21, due difensori scuola Inter: Giulio Donati e Luca Caldirola. Il primo gioca nel Mainz, il secondo nel Werder Brema.

Primeira Liga (Portogallo)

Nel campionato che ha visto sbocciare il talento di Cristiano Ronaldo, giocano due italiani, un portiere ed un centrocampista: Emiliano Viviano e Stefano Sturaro. Ed entrambi vestono i colori biancoverdi dello Sporting Lisbona, primo club professionistico del talento di Funchal.

Super Lig (Turchia)

In Turchia il calcio è passione e magia e gli stadi sono pieni e le coreografie sono incredibili. Peccato che non sia un campionato fantasmagorico, eppure Alessio Cerci, da questa stagione, sta cercando di far ripartire la sua carriera dal MKE Ankaragücü Spor Kulübü, per gli amici “Ankaragücü”. Per il “Robben di Velletri”, l’occasione giusta per ricominciare da capo. Nella Super Lig giocano altri nostri due connazionali, molto ma molto meno mainstream di Cerci: Stefano Napoleoni (Başakşehir) e Davide Petrucci (Çaykur Rizespor). Guardando la carriera di questi due ragazzi (entrambi romani), si nota che nessuno dei due ha mai giocato in Serie A, ma sempre all’estero. Mistero.

Prem’er-Liga (Russia)

La Russia vede da otto stagioni fare il difensore centrale Salvatore Bocchetti, napoletano del 1986 con partecipazione a Sudafrica 2010. Il difensore ha iniziato nel Rubin Kazan’ le prime due stagioni, per poi giocare nello Spartak Mosca, vincendo due stagioni fa il titolo con Massimo Carrera in panchina. Bocchetti ha anche giocato sei mesi nel Milan, con poco successo.

Ma da questa stagione, la massima serie russa vede in campo anche Claudio Marchisio. Scuola e cuore Juve, a luglio il “principino” ha rescisso con la Vecchia Signora e si è accasato nello Zenit San Pietroburgo, dove gioca con regolarità e segna.

Souper Ligka Ellada (Grecia)

Il massimo campionato greco è il punto di partenza di due attaccanti italici che hanno deluso le aspettative in questi ultimi anni: dal Panathinaikos è ripartito (tornando al gol) Federico Macheda, mentre Hachim Mastour dal Lamia, club da due stagioni nella massima serie ellenica. Per il fu cocco di Alex Ferguson e il freestyler ex Milanello, l’occasione giusta per rilanciarsi un po’.

A’ Katīgoria (Cipro)

Nella sconosciuta massima serie cipriota, la A’ Katīgoria, gioca da questa stagione, dopo tre anni tra Watford, Charlton e Almeria, Marco Motta. Il terzino destro ex Juve ora fa il terzino destro in uno dei club più noti dell’Isola, l’Omonoia Nicosia. Male che gli va, si farà un bel bagno nel Mediterraneo occidentale.

Nemzeti Bajnokság I (Ungheria)

Da qualche tempo un calciatore italiano è uno dei giocatori più forti della massima serie ungherese, la impronunciabile Nemzeti Bajnokság I: Davide Lanzafame, trequartista indicato come nuovo del Piero all’inizio degli anni Duemila, da due anni in terra magiara. Tra l’altro vestendo i colori prima del mitico Honvéd e ora del Ferencváros, l’unica squadra ungherese ad aver vinto un trofeo europeo (la Coppa delle Fiere, vinta dal club biancoverde quando i genitori di Lanzafame erano giovani). In tre stagioni, il “Lanza” ha segnato 35 reti e ha contribuito a far vincere il titolo all’Honved, vincendo anche la classifica marcatori. Chi lo avrebbe detto?

Major League Soccer (Stati Uniti d’America – Canada)

Il nostro lungo viaggio termina negli States, nella Major League Soccer. Anzi, termina in Canada perché gli ultimi nostri due connazionali che giocano all’estero militano in due squadre canadesi: il Montreal Impact e i Toronto FCNel primo club, che ha visto chiudere la carriera gente del calibro di Alessandro Nesta, Bernardo Corradi. Marco di Vaio, Marco Donadel, Didier Drogba, Matteo Ferrari (e giocarci anche Andrea Pisanu, Daniele Paponi e tale Stefano Pesoli), vi gioca da due stagioni Matteo Mancosu, attaccante ex TrapaniBolognaCarpiCagliari, che però non vede molto la porta, mentre nel secondo vi milita da quattro stagioni la “formica atomica”, Sebastian Giovinco. Giovinco, torinese del 1987 alto 164 cm, da quando gioca a Toronto è diventato un fenomeno: gioca, segna, vince titoli. Non che in Italia questo non lo avesse fatto, ma in Canada è un idolo. E da quando gioca nell’Ontario fa incetta di premi individuali. E pensare che in Italia non era capito. L’unico che lo capisce è Roberto Mancini, che lo ha convocato alcune volte da quando è diventato Ct, rendendo Giovinco il primo giocatore italiano militante il MLS ad essere convocato in Nazionale.


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