Ma che fine ha fatto Salihamidzic

 

Ci sono diverse categorie di calciatori e di sportivi in generale. Ci sono quelli che diventano leggende. Ci sono quelli che non lasciano proprio il segno. Ci sono ancora quelli che fanno qualcosa di eccezionale e poi spariscono. E poi ci sono quelli che, pur non essendo fenomeni, pur non essendo i migliori, pur non avendo mai fatto niente di clamoroso, vincono tanto, in posti diversi e soprattutto lasciano buoni ricordi ai propri tifosi. Di questa ultima categoria fa parte Hasan Salihamidzic, detto Brazzo, che in lingua bosniaca significa semplicemente “fratello”. Questo già la dice lunga sulla tipologia di giocatore e di uomo.

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Lui è uno di quelli che ha costruito la sua carriera, e la sua vita, con sudore e sacrifici. Appena 15enne il padre lo mise su di un pullman diretto ad Amburgo, per scappare dalla
guerra che imperversava in Bosnia a quei tempi. Completamente solo, anche se ad Amburgo c’era una famiglia ad aspettarlo, verso un nuovo paese e una nuova vita. Lui
comunque ha sempre trovato una famiglia ovunque è stato. Ovunque lo hanno accolto proprio come un fratello.

Con l’ottimismo che lo ha sempre contraddistinto ha lavorato sodo e ha iniziato ad essere un calciatore proprio con l’Amburgo, dove inizia come punta centrale per poi diventare
un centrocampista offensivo esterno. Questi cambiamenti di ruolo saranno in futuro la sua fortuna, dato che proprio la sua duttilità e capacità di adattarsi in diverse zone del campo, lo renderanno un giocatore indispensabile per qualsiasi allenatore.

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Così, dopo essersi fatto notare nell’Amburgo con ottime prestazioni, condite anche da gol e assist, viene acquistato dal Bayern Monaco. Qui vivrà 10 anni ad altissimo livello.
Lui, che non era un fenomeno, ma era uno che al fantacalcio avresti comprato senza pensarci, perché il bel voto se lo guadagnava sempre, perché gli allenatori lo volevano sempre in campo, e perché alla fine, statistiche alla mano, era uno che segnava ogni 6 partite giocate, e ogni 3 se non aveva un gol aveva un assist.
E’ così che, pur non essendo un fenomeno, col Bayern Monaco vince 6 scudetti, 4 coppe di Germania, una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Non male per uno che più che altro corre e suda.

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Arriva alla Juve nel 2007, primo anno di ricostruzione, con l’umiltà che lo contraddistingue sposa un progetto ancora in divenire, e si mette al servizio della squadra. Non può essere ovviamente una grande Juve e non ambisce a vincere grandi competizioni, ma lui il suo contributo lo da sempre, entrando per sempre nei cuori dei tifosi bianconeri segnando
addirittura una doppietta contro il Milan in una memorabile vittoria per 3 a 2.
Decisivo, sempre, pur senza essere un fenomeno. Come si poteva non volergli bene?
Lo sappiamo bene tutti noi che abbiamo giocato a calcio, nei campi fatti di pantano e sassi di periferia, quando per vincere non occorreva solo la punta di peso, o il 10 fantasioso, ma serviva anche lui, il compagno che copriva la fascia, correva sempre e incitava i compagni.
Il fratello di tutti, appunto. Come lo ricordano anche i suoi compagni sia del Bayern che della Juve.
E se vieni ricordato come un fratello da uno come Del Piero, beh, qualcosa di buono nella tua vita devi averlo fatto.

Poi, dopo che gli infortuni e l’età lo hanno fermato, chiude la carriera da svincolato al Wolfsburg.

Ma che fine ha fatto? Nessun mistero, è stato, aggiungerei ovviamente, ambasciatore del calcio per il Bayern Monaco, del quale è attualmente il direttore sportivo.
Per non farsi mancare niente però, nel 2015 mette su una piccola attività con due amici, e produce statuette stampate in 3D che riproducono in maniera minuziosa, tatuaggi e cicatrici compresi, dei giocatori del Bayern Monaco. Queste statuette sono piaciute così tanto che il Bayern Monaco ha deciso di metterle in vendita nei suoi store.
Statuette, già, da uno che in campo era tutto tranne che una statua.
“Corri Brazzo, corri”, come hai sempre fatto in ogni posto in cui sei stato, e per questo, in qualsiasi posto, sarai sempre accolto come un fratello, un fratello del mondo intero.


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