Ma che fine ha fatto Nicola Berti

Monaco di Baviera, 23 novembre 1988, Olympiastadion. L’Inter stava giocando contro il Bayern Monaco il match di andata degli ottavi di finale di Coppa Uefa. I nerazzurri erano in vantaggio 0-1 con gol di Aldo Serena al 60′. Al minuto 71 successe un qualcosa di clamoroso: un ragazzo con la maglia bianca (interista) numero 8 interruppe l’azione avversaria quasi a ridosso dell’area nerazzurra e partì palla al piede. Corse per oltre 60 metri scartando ben tre avversari e a tu per tu con Aumann lo superò di destro. Raddoppio interista e stadio bavarese ammutolito. Lo 0-2 fu vanificato poi al ritorno da un netto 1-3 tedesco che estromise l’Inter dalla coppa ma che a fine maggio vinse lo scudetto.

Ma soffermiamoci su quel giocatore con la maglia numero 8 che corse come un ossesso verso la porta avversaria e verso la gloria. Lui è il protagonista del nostro spazio “ma che fine ha fatto?” di questa settimana: Nicola Berti.

Quando si parla oggi, a fine 2018, di Nicola Berti si pensa solo ed esclusivamente all’Inter, di cui indossò i colori per ben dieci stagioni, dal 1988 al 1998, vincendo molto ma non tanto. E’ stato il faro dell’”Inter dei record” di Trapattoni e di quella che vinse le Coppe Uefa nel 1991 (contro la Roma, nel primo derby italiano in Europa) e nel 1994 contro il Salisburgo, lasciando in queste partite lo zampino.

Per essere stato un centrocampista puro, Nicola Berti in 229 presenze interiste ha siglato ventinove reti e…una valanga di flirt. Eh sì perché Nicolino da Salsomaggiore fuori dal campo era un bomber implacabile e si diceva che avesse conquistato anche Uma Thurman, ma lui smentì sempre, sostenendo però che la Mia Wallace di “Pulp Fiction” tifasse Inter. E del resto, da uno nato a Salsomaggiore Terme, sede per trentanove anni del concorso di Miss Italia, non ci si poteva aspettare altrimenti.

Del resto: bello, ricco, famoso e con quel ciuffo ingellato che faceva cadere ai suoi piedi mamme, figlie, nipoti, cugine e bis-cugine. Agli uomini interessava poco delle sue performance: a loro interessava che facesse cadere ai suoi piedi…gli avversari. Lui che è stato un grande appassionato delle serate meneghine finite alle prime luci dell’alba ma che al mattino lo vedevano subito in campo ad Appiano Gentile a correre e faticare come se fosse andato a letto con le galline.

Cresciuto nel Parma, Berti esplose nella Fiorentina e divenne un mito nell’Inter. Si mise in luce anche con la Nazionale, vincendo il bronzo ad Italia ’90 e l’argento a Usa ’94. dove giocò tutte le partite con la beffa atroce di Pasadena. Note di colore: era l’unico interista della truppa in una Nazionale azzurra che vedeva ben sette milanisti convocati, lui che era l’anti-milanista per eccellenza.

Chiusa la parentesi Inter, Nicolino prese armi, bagagli e ciuffo e se andò a “White Hart Lane”, giocando per sei mesi al Tottenham, dove riuscì a vincere una Coppa di Lega inglese e contribuendo a salvare la squadra, diventando un idolo. Lui che era già idolo dell’Inter e che già contribuì alla salvezza della Beneamata nel tragico campionato 1993/1994.

Dopo Londra si fece sei mesi all’Alaves e altri sei mesi addirittura in Australia, vestendo i colori degli sconosciuti Northern Spirit Football Club.

Chiusa la carriera, visse un po’ di anni nella remota isola di Saint Bath e l’Inter lo promosse Ambasciatore degli Inter club nel Mondo. Scelta perfetta: chi più di lui incarnava la vera fede interista? Uno che in campo metteva tanta di quella garra charrúa che Matías Vecino e Daniele Adani spostatevi proprio.

Ed essendo una persona gioviale, è stato spesso e volentieri invitato in molti programmi a dire la propria, con la sua simpatia ed il suo accento parmigiano lui che da anni abita a Piacenza, nonché l’inviato negli stadi per seguire la “sua” Inter ed il talent scount in un programma di giovani calciatori. Ed essendo

Questo è stato Nicola Berti: corsa, sacrificio, gol e quel pizzico di anti-milanismo che ai tifosi interisti ha sempre fatto godere. Quasi come il suo gol al Bayern Monaco in un tardo pomeriggio di fine novembre.


POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Ma che fine ha fatto: Ivan De La Peña

Condividi questa notizia: