Ma che fine ha fatto…Marcio Amoroso

Se sei consigliato da Zico e alla tua presentazione lo stesso Zico spende per te parole dolci e di futuro campione, i tifosi non possono che esultare e pensare in grande. E a Udine i tifosi sono molto caldi, tanto che nell’estate 1983 se il Galinho non fosse andato all’Udinese, avrebbero chiesto la secessione dall’Italia.

Quando si pensa all’Udinese, si pensa ad una squadra tra le più vecchie d’Italia nonché una piazza tranquilla dove fare calcio e dove far sbocciare i talenti. Quanta gente forte è arrivata a Udine e quanta è andata via ed è diventata forte? Uno spataffio.

L’eroe di questa settimana, di cui non sentiamo più parlare (calcisticamente) da tanti anni, è Márcio Amoroso dos Santos detto Márcio Amoroso. Oggi Amoroso si destreggia tra l’impresa edile di famiglia ed una scuola di futsala, il nostro calcetto.

Márcio Amoroso detiene un record: è l’ultimo brasiliano ad aver vinto la classifica marcatori di Serie A. Era la stagione 1998/1999 ed il 3-4-3 di Zaccheroni vedeva davanti Amoroso, Oliver Bierhoff e Paolo Poggi: l’anno prima l’Udinese si classificò terza e lo stesso Bierhoff vinse la classifica marcatori, la stagione successiva l’Udinese arrivò sesta ad un punto dalla Champions e a vincere la classifica dei bomber fu questo brasiliano di Brasilia (una sorta di romano de’ Roma) con un nome di battesimo molto…strano.

Nell’anno di grazia 1999, Márcio Amoroso portò il Brasile alla vittoria in Copa America insieme ai compagni di reparto Rivaldo e Ronaldo il fenomeno: quattordici reti in tre sulle diciassette segnate dall’intera Seleçao nella manifestazione. Ergo, tanta roba.

Peccato che il nome “Márcio Amoroso” faccia rima con “sfiga incredibile di infortuni”: da quando lasciò il Friuli (man anche lì…), ogni stagione ne ha avuta sempre una e ne ha avuti davvero tanti. E pensare che se non avesse avuto così tanti infortuni, avrebbe potuto scrivere una grande pagina di calcio, ma quando si hanno le ginocchia fragili (leggasi Ronaldo Nazario da Lima) il tutto può accompagnare solo.

Nel gennaio 2006 il Milan lo riportò tragicamente in Italia dopo le esperienze a Dortmund, Malaga e San Paolo dove vinse Libertadores e Mondiale per Club. Giocò quattro partite, segnò un gol su rigore e a luglio fu messo alla porta. Ovviamente anche in rossonero ebbe un infortunio.

Márcio Amoroso si è ritirato nel 2007, ma nel 2016 si è rimesso gli scarpini per giocare con il Boca Raton, squadra di bassissima lega (calcistica) americana con sede in Florida, terra nota per tutto tranne che per il soccer. E come detto, oggi gestisce l’impresa edile di famiglia: da bomber a magüt il passo (magari “doppio”) è stato davvero breve.

Ammettetelo: quanto lo avevate pagato al Fantacalcio e quanto avete rosicato nel non averlo?


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