Ma che fine ha fatto: Jay-Jay Okocha

Ma che fine ha fatto Jay-Jay Okocha. Scopriamolo insieme.

Quando il tifoso medio italiano pensa alla Nigeria, pensa subito alla generazione di fenomeni che ad Usa ’94 poteva riscrivere non solo la storia del calcio africano, ma anche di quello mondiale.

Nel caldo del mondiale americano, le Superaquile arrivarono agli ottavi di finale di grande slancio e fino al minuto 88 erano praticamente ai quarti di finale, eguagliando il record del Camerun che quattro anni prima, in Italia, era arrivato tra le top 8.

E proprio l’Italia spezzò i sogni di gloria di quella squadra che fino al minuto 88 era ai quarti di finale: quel 5 luglio, a Boston, un ragazzo di Caldogno portò al Nigeria prima ai supplementari e poi la fece imbarcare sull’aereo con destinazione Abuja.

Che Nigeria, quella! La vera nouvelle vague del calcio del Continente nero. Una vera squadra fisica, tecnica e spensierata che due anni dopo vinse addirittura l’oro olimpico ad Atlanta.

Molti si ricorderanno dei vari Oliseh, Babangida, Finidi George, Kanu, Amokachi, Ikpeba, Amunike, Babayaro ed il Agbonavbare della canzone degli Elio e le Storie Tese. E poi il loro numero 10, un funambolo del dribbling, un anarchico del calcio tra i più forti del Continente africano. E proprio lui, l’estro di quella squadra, è il protagonista del nostro “ma che fine ha fatto?”.

Ecco, ma che fine ha fatto…Jay-Jay Okocha?

Okocha dopo il ritiro si è dato alla politica calcistica, entrando nella Federcalcio nigeriana e sparando a zero su tutto il movimento calcistico del Paese più ricco (di risorse) di tutto il Continente. Del resto, Jay-Jay è sempre stato così: un funambolo, un battitore libero, uno cui dare la palla e dirgli “mettila in rete” e lui eseguiva.

Nonostante i primi mesi di vita difficili nel povero Biafra, Okocha trovò il suo el Dorado in Germania e proprio là si fece notare per tutto: velocità, tecnica, dribbling e gol. Se non ci credete, chiedetelo a Oliver Kahn e andate a rivedervi il gol che Okocha mise a segno al Karlsruhe. Un gol incredibile che non si può raccontare ma solo vedere.

Dalla Germania poi andò al Fenerbahçe e al PSG dove fece vedere grandi cose. Così come al Bolton e all’Hull City con i mezzo l’esperienza in Qatar. Chissà cosa avrebbe fatto nel Manchester United se Ferguson ci avesse creduto subito invece di mandarlo al Bolton.

E poi la Nazionale, quel numero 10 che portò fiero in tre Mondiali, in cinque Coppe d’Africa e ad una Olimpiade.

Che giocatore è stato Okocha! Che figata sarebbe stato vederlo giocare in Italia e peccato perché di quella Nazionale ne sono arrivati solo tre (Oliseh-Kanu-West) che non hanno mantenuto le promesse. Quante aste del fantacalcio ci sarebbero stato per accaparrarsi il numero 10 dei numeri 10 africani, un nigeriano con i piedi brasiliani.

Ah per la cronaca: si chiamava Augustine Azuka e Jay-Jay era un nomignolo. Machissene: andate a vedere il gol a Kahn e rimarrete a bocca aperta.


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