Le 5 esultanze più irritanti della storia del calcio

Dal dito di Chinaglia all’Olimpico di Roma al gestaccio, volgare, di Simeone in panchina al Wanda Metropolitano di Madrid. Il bello (o il brutto) del calcio.

L’esultanza che segue il gol, per chi fa del nostro caro e vecchio pallone in fondo alla porta il proprio credo, è il momento centrale di una partita, l’attimo più forte da cogliere e da respirare a pieni polmoni. È il battito che attrae a sé tutta la scarica emotiva di uno stadio: l’emozione di chi passa in vantaggio, siano giocatori o tifosi sugli spalti, l’emozione di chi viene inciso, sconfitto, magari beffato all’ultimo secondo. Nell’esultanza si concentra tutto, tutta l’energia pura, quella botta che spesso mista a pazzia dona al calcio un grande merito, da sempre: non odiateci amanti della palla spicchi, anzi – un invito – esultate con noi, è un altro lo sport più bello al mondo.

Ma quali sono, secondo noi, le 5 esultanze più irritanti della storia del calcio che più di altre hanno fatto imbufalire tifoserie, giocatori avversari o addetti ai lavori? L’ultima, al Mondiale femminile in Francia, ha visto la capitana della Nazionale USA, Alex Morgan, prendersi gioco delle rivali inglesi con un gesto che ha riempito i social. Come?

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Spulciando nel cassetto dei ricordi, più o meno recenti, abbiamo stilato un nostro elenco, breve ma già ricco di spunti per un acceso confronto. Il dibattito è aperto.

1 – L’INDICE DI GIORGIO CHINAGLIA
31 marzo 1974, Roma-Lazio 1-2

2 – LA MAGLIETTA DI FRANCESCO TOTTI
11 aprile 1999, Roma-Lazio 3-1

3 – LA CORSA DI CARLETTO MAZZONE
30 settembre 2001, Brescia-Atalanta 3-3

4 – LE CORNA DI ENZO MARESCA
24 febbraio 2002, Torino-Juventus 2-2

5 – LA VOLGARITÀ DI DIEGO SIMEONE
13 marzo 2019, Atletico Madrid-Juventus 3-0

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