La storia a lieto fine de Xhaka

Granit Xhaka storia di un’infanzia difficile.
Granit fratello minore di Taulant è nato in Svizzera da genitori albanesi-kosovari.
Genitori che per “colpa” delle proprie origini non gli hanno reso facile l’adolescenza.

“Mio padre è stato imprigionato nella vecchia Jugoslavia semplicemente perché era kosovaro e si batteva per i diritti democratici. I primi mesi in prigione sono stati accettabili, ma poi hanno iniziato a picchiarlo. E credo che non ci abbia mai detto tutta la verità. Da lui ho imparato ad avere quella forza mentale che mi spinge quando sono in campo”

“Mia mamma poi è una persona eccezionale: quando mio padre è finito in carcere si erano messi insieme soltanto tre mesi prima e lei l’ha aspettato per tre anni e mezzo …”

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Aggiunge ancora: “A me le critiche scivolano via. Mio papà non mi ha mai detto “bravo”, l’ha fatto di proposito affinchè mantenessi i piedi per terra. Sono il primo a criticarmi e anche molto pesantemente, posso essere dannatamente esigente con me stesso”

La moglie Leonita aggiunge quanto sia difficile stargli vicino al termine di una gara:
“Quando perde, per un’ora dopo la partita è assolutamente inavvicinabile”


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