La favola del portiere lancia pietre

Il Mondo del calcio è ancora capace di regalare delle vere favole.

Alireza Beinranvand è un ragazzone di 192 cm, un ragazzo che nella vita aveva un sogno preciso, quello di diventare calciatore.

Inizia a giocare a calcio sin dall’età di 12 anni, in quella che è la squadra del suo paese natale Sarabias, un paesino di 1200 anime, uno di quei paesi in cui il calcio è solo uno svago, ma che nessuno dei suoi abitanti vede come potenziale lavoro, tutti ma non Alireza.

I PROBLEMI CON IL PADRE:

Gli screzi con il padre iniziano sin da subito, il papà di Alireza non è un sognatore come il figlio, è un uomo pragmatico e vuole che il figlio dedichi le sue giornate al lavoro della pastorizia e di molti altri lavoretti che servono alla famiglia per sbarcare il lunario.

” A mio padre non piaceva affatto il calcio e mi ha chiesto di lavorare. Mi ha anche strappato i vestiti e i guanti e ho dovuto giocare a mani nude diverse volte”

Le due grandi passioni del portiere Iraniano sono il calcio e il Dal Paran, “sport” che consiste nel lanciare pietre a grandissima distanza, proprio grazie a questo gioco Alireza riesce a sviluppare un rilancio con le mani stranamente lungo, pare arrivi a coprire la distanza di 70 metri.

La sua vita trova una svolta in un giorno qualsiasi, durante un viaggio verso Teheran in cerca di fortuna e di un contratto, incontra Hossein Feiz l’allenatore della squadra locale, che offre al giovane portiere-pastore un contratto di 200.000 Toman (34 euro),somma che non gli permette neppure di pagarsi una camera d’albergo, proprio per questo motivo sarà costretto a dormire vicino alla sede della sua nova società.

Prima di raggiungere il suo sogno però, il  ragazzo, si cimenta in tanti altri lavori, lavori in un autolavaggio, come spazzino, farà anche il cameriere in una pizzeria, ma lui non demorde e tiene duro perchè sa che un giorno avrà la su occasione.

Ma finalmente un giorno arriva la chiamata tanto attesa,  del Naft Under 23 e da li a poco verrà chiamato anche nella nazionale maggiore Iraniana, durante le qualificazioni al Mondiale per Russia 2018, Alireza ,riuscirà a tenere la propria porta inviolata per ben 12 match.

Ed è cosi così, che il sogno del portiere-pastore è divenuto realtà.

” Ho sofferto tanto per realizzare i miei sogni ma non ho intenzione di dimenticare niente perché tutto quello che ho passato mi ha reso la persona che sono oggi”.


 

L’Iran gioca senza scarpe

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