Si torna a San Siro ad un anno e 4 giorni dal flop mondiale

Tornano in campo gli azzurri: oggi il giorno della resurrezione?

Questa sera, ad un anno e 4 giorni dal flop mondiale, San Siro è pronto ad accogliere a braccia aperte gli azzurri, quasi simbolicamente possiamo dire, li dove una nazione intera ha versato lacrime.

Questa sera, proprio nello stadio che soltanto un anno fa, era luogo di pensieri, di accuse e di motivazioni mai trovate per quanto accaduto, oggi potrebbe essere quel posto nel quale l’Italia potrebbe davvero risorgere. Diciamo la verità, dopo la prestazione straordinaria in Polonia, l’Italia sembra davvero essere cambiata, il gioco espresso dagli azzurri è stato divertente e finalmente abbiamo visto calcio di qualità, come da anni non accadeva.

UNA VITTORIA CHE VALE IL PRIMATO

L’avversario di questa sera ha tanta qualità, ma crediamo nel primo posto del girone, anche perché dalla partita dell’andata, dalla quale siamo usciti sconfitti per una rete a zero, é davvero cambiato tutto: dalle motivazioni al gioco spumeggiante, insieme a qualche interprete. Per raggiungere il primo posto l’Italia non deve fare soltanto il suo, ma sperare anche che il Portogallo non vinca contro la Polonia, per raggiungere la fase finale della Nations League; soltanto nominare il primo posto esattamente 2 mesi fa sembrava un utopia, adesso è invece tutto possibile.

nazionale-italia-portogallo-nations.leaguePer arginare la corazzata Portogallo, Mancini si affiderà probabilmente alla squadra che un mese fa ha battuto la Polonia, con Insigne al centro dell’attacco; si proprio lui, colui che quella maledetta sera doveva essere in campo e che invece, restò a guardare il fallimento dalla panchina; ora non sta a noi decidere, se col senno di poi, qualcosa sarebbe cambiato e non vogliamo neanche saperlo, perché l’obiettivo è voltare pagina. Soltanto 5 sono i calciatori che, come un anno fa saranno presenti questa sera: Chiellini, che  raggiunge quota 100 con la nazionale, Bonucci, Jorgigho, Florenzi e Immobile, sintomo che qualcosa è cambiato effettivamente.

Sento dire in giro “il campionato è fermo, questa dannata nazionale”; sarà un’affermazione veritiera o solo scorie, che a distanza di un anno fanno fatica ad andare via? C’è ipocrisia intorno a tali dichiarazioni, semplicemente perché nel momento in cui i nostri eroi cominceranno ad intonare(più o meno) l’inno più amato, la mano sarà dolcemente portata verso il petto, qualcuno chiuderà anche gli occhi, quando il direttore di gara decreterà che la partita può avere inizio, il cuore batterà più forte e ne varrà la pena di sentire ogni battito, ogni respiro che, insieme ad una voglia matta di esultare, accompagneranno il film della partita per più di 90 minuti.

Quegli oltre 73mila biglietti venduti, danno prova che oltre tutto, oltre le difficoltà, l’amore per la nazionale sarà sempre fuoco acceso nel nostro animo, come quello dei calciatori in campo, che stasera sul prato di San Siro, vogliono portare alto il tricolore e dipingere questo weekend, delle tinte più belle e dell’azzurro più soave.


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