Da Inzaghi a Higuain: dopo Bonucci, ecco i cinque trasferimenti più clamorosi in Italia!

Amore per la maglia? No grazie. È un concetto che lasciamo volentieri ai baci perugina. Il calcio moderno è un’altra cosa. Poche bandiere, molte banderuole. Il vento dei soldi cambia spesso, e a mettersi sul suo percorso c’è più da perderci che da guadagnarci. Tanto vale non affezionarsi troppo a dei colori, e, se sei un tifoso, non definire ‘beniamino’ chi invece è, semplicemente, un professionista che punta prima di tutto al benessere proprio (e delle proprie tasche).  Leonardo Bonucci è l’ultimo nella schiera di quelli etichettati come “traditori” per aver fatto scelte rischiose. Abbiamo deciso di fare una lista dei 5 trasferimenti più discussi (e bastardi) degli ultimi anni in serie A. ATTENZIONE: è fortemente sconsigliato a chi ha la bestemmia facile.

INZAGHI (dalla JUVENTUS al MILAN): per Inzaghi stessa tratta di Bonucci. SuperPippo a Torino vive un periodo di discreto splendore, ma non trova mai la sua dimensione, come un paio di pantaloni in cui qualcosa ci rimane fuori posto. Il passaggio al Milan rimane la scelta migliore della sua carriera. In rossonero Pippo vince tutto, segnando in ogni modo. Il suo forse non si può considerare tradimento per 40 buone ragioni. 40 come i miliardi messi sul piatto dal Milan, più il cartellino di Cristian Zenoni, insostituibile in bianconero sulla destra. In panchina però

NEDVED (dalla LAZIO alla JUVENTUS): il fenomeno ceco si è poi scoperto essere stato preso a pesci in faccia dall’ex presidente biancoceleste Cragnotti, più indisposto di una tipa in quel periodo del mese. Da traditore a tradito il passo è stato breve, in una vicenda oscura già di per sé, aggravata dalla gestione come sempre demolitrice di quel cagnaccio delle trattative che è Mino Per qualche dollaro in più Raiola. 70 miliardi di lire per la Lazio: un assegno per gli alimenti mica male dopo un divorzio. Solo Silvio Berlusconi paga di più alla sua ex moglie.

NESTA (dalla LAZIO al MILAN): si è sempre definito un “laziale col Milan nel cuore” Sandrone Nesta. Una dichiarazione diplomatica, senza sbilanciarsi troppo, come quelli che “preferisco le bionde, ma le more hanno un loro perché”. Una Lazio da sogno perde un pilastro della propria difesa, rinforzando un Milan già formato ‘corazzata Kotiomkin’, per dirla da ragioniere. 31 milioni di euro e via, da Formello a San Siro la strada è breve. Rimetterà tutti d’accordo nell’estate del 2006, quando farà la conquista più importante della sua carriera da difensore e latin lover: il Mondiale con la maglia Azzurra agli ordine di Marcellone Lippi.

IBRAHIMOVIC (dalla JUVENTUS all’INTER): il mercenario per eccellenza per molti, il perdente più forte della storia del calcio per altri, per tutti Zlatan. Lo svedese è cresciuto tanto nella Juventus sotto la guida di Fabio Capello, in un rapporto amore e odio fragile ma allo stesso tempo solido come l’istruzione di FantAntonio Cassano. Un rapporto che avrebbe resistito a tutto (?), tranne alla serie B. Tempo qualche settimana e Ibra (+ Vieira) sbarca a Milano in pompa magna come grande colpo di mercato di quell’asso delle trattative che altri non è che Marchino Branca. Il ragazzo di Malmoe alla conferenza di presentazione confessa di tifare Inter fin da quando da bambino rapinava le vecchiette svedesi. Qualche stagione più tardi, per non farsi mancare niente, passerà anche da Milanello. Che ci volete fare, Zlatan è fatto così.

HIGUAIN (dal NAPOLI alla JUVENTUS): il tradimento più clamoroso della nostra storia recente. Alla gente di Napoli potete toccare tutto. La pizza, e vabbuò oramai ogni marocchino e cinese la fa a metà prezzo. Il caffè, e che ci dobbiamo fa’, a Milano mo fanno pure ‘Starbacs’. Ma u Napoli no, chill nun ce lo dovete toccà proprio. In un ambiente così, si può solo immaginare che reazione può creare il trasferimento ad una rivale storica quale la Juventus. Se in più lo fai dopo il fresco record di 36 gol in una stagione, la ferita brucia più della griglia il lunedì di Pasquetta.  A fuoco sono andate anche le magliette del Napoli col nome del Pipita, ed insieme anche le speranze di scudetto per ADL e tifosi. Da non dimenticare neanche il contemporaneo passaggio di Pjanic, altro pezzo pregiato rubato ad un’altra contendente quale la Roma. La Vecchia Signora si è conquistata gli spasimanti più interessanti delle rivali. Ed ora capisce come ci si sente. Chi di corna ferisce…

Leonardo Bonucci non è il primo, e di sicuro non sarà l’ultimo giocatore a far discutere per un trasferimento. Quello che però ci si chiede è: perché in un calcio in cui di infinito c’è solo la passione per le veline, volano parole come ‘per sempre in bianconero’, ‘ non me ne andrò mai’? E soprattutto, Bonucci si sarà sciacquato la bocca?