Inter-Milan: la top 10 delle coreografie del derby di Milano!

Bauscia contro casciavit, spantegoni contro classe operaia. Il derby di Milano è un way of life, uno stile di vita. E ogni tifoseria si reputa la migliore della città. Ogni stracittadina ha regalato coreografie bellissime, intense e degne di curve da Sud America. E si spera che domenica sera, la Curva Nord dell’Inter e la Sud del Milan, diano il meglio di sé, magari con un tocco di ignoranza che non guasta mai. Abbiamo scelto le cinque migliori per ogni lato del Naviglio

Ti te dominet Milan

6 Maggio 2012, Inter vs Milan 4-2 (3 Milito, Maicon;2 Ibrahimovic).

Da Trento a Palermo, dalla Val di Susa a Santa Maria di Leuca, tutti conoscono l’inno della città di Milan: “O mia bela madunina”. Per il derby che ha vanificato la rincorsa del Milan sulla Juve, l’Inter ha calato il poker. Bye bye scudetto e Inter che quella stagione ha dominato il calcio milanese. Chissà se il giorno dopo i milanesi milanisti, passati in piazza Duomo, hanno alzato a cielo gli occhi per vedere la “madunina”.

Anca a mezzdì…w l’Inter

15 aprile 2016, Inter vs Milan 2-2 (Icardi, Candreva; Romagnoli, Zapata)

Il primo derby cinese per motivi di business viene anticipato al sabato santo all’ora di pranzo. “Così in Cina lo possono vedere” è stato il motivo. La Curva Nord ha tirato fuori dal cilindro una coreografia in dialetto con un vigiot con in mano un boccale di birra, per sottolineare che non sarà un orario infausto a far morire una fede. Poi è arrivato Zapata nel recupero del recupero a fare il 2-2 finalee qualche “vada via el ku” dal settore “casalingo” è arrivato.

Internazionale…Mi fai tremare il cuore…Mi fai smettere di respirare

24 Febbraio 2013, Inter vs Milan 1-1 (Schelotto; El Shaarawy)

Questa coreografia, con annesso striscione, ha significato per i tifosi dell’Inter che amano la loro squadra fino al punto di stare male. Al gol di Schelotto sono andati in tachicardia.

3-1 3-2 3-3. Istanbul, 25/5/2005: Volevano vincere

11 dicembre 2005, Inter vs Milan 3-2 (2 Adriano, Martins; Shevcenko, Stam)

Il 25 maggio 2005 per la città di Milano è una data dal doppio significato: shock per i milanisti, godimento mistico per i nerazzurri. E il primo derby post Istambul è capitato a tre giorni dalla festività di sant’Ambroes, il patrono. E il livello di sfottò tocco cime mai viste: in alto il “tabellone” che passa da 3-1 a 3-3 e sotto un simil Dudek in versione clown. Volevano vincere e invece lo hanno…perso quel derby i milanisti.

Il mio saluto eterno a voi vermi dell’inferno

23 novembre 2002, Milan vs Inter 1-0 (Serginho)

Quando si arriva a citare un bomber come Peppino Prisco in una coreografia mentre fa il gesto delle corna, significa che il lavoro di tifoso lo si è fatto bene. Il tifoso numero 1 interista era morto meno di un anno prima e i tifosi della “Nord hanno” voluto omaggiarlo con una “coreo” emozionante e beffarda. Beffardo come è stato il buon Peppino in vita. A decidere il derby ci ha pensato Serginho, ma quando allo stadio è apparso quel Prisco, tutti zitti e uno sguardo al cielo.

Interista diventi pazzo

24 ottobre 2004, Milan vs Inter 0-0

La più simpatica, la più ignorante, la più artistica. I tifosi della “Sud” per il derby di andata si sono superati e hanno citato il quadro “L’urlo” di Munch per far capire che a Milano loro vincono mentre i “cuginastri” non vincono nulla. Non vi stiamo a dire la rima perché tanto l’avrete già detta ad alta voce voi.. Pareggio a reti bianche, ma livello di epicità epico.

Giuda interista

14 novembre 2010, Inter vs Milan 0-1 (Ibrahimovic)

Dopo Munch, la Curva Sud ha scomodato perfino il Vangelo. Il motivo? Insultare pesantemente Leonardo, eroe rossonero passato dall’altra parte del Naviglio. Il settore “ospiti” del “Meazza” strotolò un’immagine dell’Ultima cena con sotto lo striscione “Giuda interista”: Leonardo poteva fare tutto nella vita, ma non andare all’Inter. Questo ai “casciavit” non è mai andato giù e mai andrà. A decidere il derby uno che due anni prima giocava nell’Inter. Chi di traditore ferisce, di traditore perisce.

Casciavit. Rossi come il fuoco…neri come la vostra paura

4 maggio 2014, Milan vs Inter 1-0 (de Jong)

Un inno, uno stile di vita, il riscatto sociale. Per il derby di ritorno della stagione 2013/2014, la “Sud” ha esposto il suo modo di essere: casciavit, cacciaviti, operai. E una descrizione che fa capire che sono operai con i controcabassisi. E i casciavit quel derby lo hanno vinto con un giocatore-operaio come de Jong. Povera Inter: subire il secondo gol italiano di de Jong. Ma loro, da veri bauscia, avranno risposto con un milanese “andì a ciapa’ i rat

1986-2016. Ciapà su bauscia!

20 novembre 2016, Milan-Inter 2-2 (2 Suso; Candreva, Perisic)

Ancora il dialetto come arma da taglio. E sopra un’immagine stilizzata di Silvio Berlusconi che abbraccia la Champions e il Mondiale per club,con dietro tutti i trofei vinti internazionali nel trentennio berlusconiano. Un ringraziamento strappa-lacrime verso colui che ha fatto vincere tutto al Milan e che si apprestava a guardare il suo ultimo derby da presidente. Come dire: voi avrete il triplete, noi abbiamo avuto lui e tutti questi. Che poi Berlusconi sia stato l’emblema del bauscia è un altro discorso.

Quando sei all’inferno e solo il diavolo può salvarti

23 novembre 2014, Milan vs Inter 1-1 (Menez; Obi)

E’ risaputo: l’enigmista di “The saw” è considerato come uno dei personaggi più inquietanti e terrificanti della storia del cinema. E quale buon motivo per esporlo in occasione del derby di andata del campionato 2014/2016? E’ una coreografia da paura ma paradossale: come può il diavolo aiutare chi va all’inferno? Sembra un controsenso. Come un gol di Obi.


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