I migliori 5 colpi mancati del calcio mercato

Cosa c’è di più doloroso di una ragazza che dopo mesi di corteggiamento, soldi spesi in regalini e mille progetti fatti, alla fine ti da un due di picche per mettersi col tuo migliore amico? Cosa c’è di più brutto di una finale persa o di un Mondiale al quale noi italiani non abbiam partecipato?
Probabilmente, se quest’anno CR7 non fosse andato alla Juventus, probabilmente ogni ospedale  d’Italia avrebbe avuto almeno dieci juventini nei reparti di psichiatria.
Stando a vedere se veramente Modric vestirà la casacca nerazzurra o se invece resterà a Madrid, ripercorriamo i migliori colpi mancati nella storia del calcio mercato.

 

TEVEZ-MILAN: QUANDO NEL PIENO DEL MATRIMONIO BARBARA SI OPPOSE
Correva l’anno 2012: l’accordo col Manchester City c’era, quello col calciatore anche, non restava che mettere una semplice firma sul contratto e Tevez sarebbe stato un nuovo giocatore del Milan. Una fottuta semplice firma. Pato sarebbe andato al PSG e probabilmente il Milan con un attacco stellare Tevez-Ibrahimovic avrebbe davvero potuto portare a casa l’ottava Champions League della sua storia. Ma di fronte al cuore nessuno può comandare. Al Milan si parlava più della coppia Barbara Berlusconi-Pato che dello scudetto vinto esattamente un anno prima. E proprio Barbara decise che lo scambio non si doveva fare. Con buona pace dei rossoneri che poi hanno visto Tevez con la maglia della Juventus appena un anno dopo…

SCAMBIO VUCINIC-GUARIN
Correva il 2014, l’Inter aveva un bisogno disperato di un attaccante, dato che Mauro Icardi era impegnato a risollevarsi il morale per l’infortunio con Wanda Nara. Le risorse economiche di Thohir erano ancora bloccate nel mezzo dell’Indonesia e a Branca venne un’idea secondo lui geniale: il popolo nerazzurro inizia davvero a sudare freddo e ad avere paura. La Juventus con Guarin avrebbe avuto quella marcia in più per andare avanti in Europa League, mentre l’Inter avrebbe potuto risalire la china in campionato dato che le cose non andavano benissimo.  Inizia il tormentone invernale che a confronto Beautiful levati proprio. L’accordo con Marotta c’era, i giocatori erano disposti a far lo scambio e serviva solo l’ok della proprietà. Ok che però arrivò da Thohir per bloccare tutto e lasciare i giocatori li dov’erano. L’unico a muoversi fu Branca che venne rispedito a casa con una buona liquidazione.

PATRICK SCHICK- JUVENTUS
L’unico che alla fine si è mosso. Il giovane attaccante ceco era praticamente un giocatore della Juventus a inizio calciomercato, ma durante le visite mediche qualcosa va storto e il biondino viene rispedito a Ferrero, che però non ne vuole sapere di ritrattare gli accordi presi. Il giocatore cosi rimane il sogno di mezza estate di tantissime squadre, tra cui l’Inter che sembra essere la squadra più vicina ad aggiudicarselo. Poi ripiomba la Juventus, al giocatore brillano gli occhi e i nerazzurri son costretti a farsi da parte.  Quando Juve e Samp  sembravano cosi essere cosi vicine,  ecco la Roma che versa quanto chiesto dalla società e presentando un’offerta che il ceco non poteva rifiutare. Colpo ‘Schick’ per i giallorossi, o Marotta ci ha visto bene?

ROBINHO-CHELSEA: LA MAGLIETTA DELLA DISCORDIA
Era il 2008 e alla conferenza col Manchester City Robinho si presenta cosi: “Il Chelsea mi ha fatto una grande proposta e io ho accettato”. Un giornalista lo corregge ricordandogli di essere un nuovo giocatore dei Citiziens. Arrivano le scuse, errare in fondo è umano. Ma il centrocampista brasiliano era davvero ad un passo nel vestire la maglia dei blues: L’accordo col Real e Abramovic c’era e sul sito della squadra londinese erano già in vendita le magliette personalizzate di Robinho col numero 10. La cosa non piace al Real che all’ultimo accetta l’offerta di 33 sterline del Manchester City e manda su tutte le furie Abramovich e i tifosi del Chelsea. Adesso capiamo che quello di Robinho non era proprio un lapsus…

XABI ALONSO-JUVENTUS: QUANDO ANCORA NON C’ERA MAROTTA
Dopo la Serie B alla Juve servivano dei colpi di un certo livello per rinforzare la squadra dopo l’anno di purgatorio. Se la difesa con Chiellini e Legrottaglie era abbastanza affidabile, Gigi Buffon in porta era una certezza e l’attacco Del Piero-Trezeguet era ancora atomico, il centrocampo era da rafforzare: non c’erano più Emerson e Vieira e con tutto rispetto, Giannichedda assieme a Cristiano Zanetti e Sissoko non poteva fare  grandi cose. Marchisio era ancora giovane e allora Secco e Blanc si mettono all’opera per portare l’allora spagnolo campione d’Europa con la Spagna alla corte di Claudio Ranieri. Il Liverpool fa muro fino alla fine, la Juve 25 mln di euro non li trova e alla fine decide di risparmiare portando in Italia ‘il fenomenale’ Christian Poulsen, famoso solo per lo sputo ricevuto da Totti a Euro 2014…


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