“Per me sarà sempre una persona speciale, oltre che una leggenda assoluta. È il giocatore più intelligente che io abbia mai allenato”.

Philipp Lahm Bayern Moncao

Dirà di lui Pep Guardiola. Joachim Löw, suo CT in nazionale, è della stessa lunghezza d’onda del tecnico catalano.

“Philipp è il professionista perfetto e dà sempre il massimo. In nazionale è stata una figura fondamentale. In più di 10 anni è stato costante e affidabile. Sempre. Si prende le sue responsabilità, è comunicativo, è un leader naturale, ed è un giocatore meraviglioso”.


Stiamo parlando ovviamente di Philipp Lahm, mister 500 presenze con il suo Bayern, oltre alle 113 con la Germania (4o di sempre).
Nell’arco dei suoi quasi quindici anni di carriera, il “piccolo grande capitano” ha maturato una delle statistiche più incredibili di sempre per un terzino: non ha mai ricevuto un cartellino rosso in carriera. Mai.
Tra l’altro da settembre 2014 a ottobre 2015, Lahm non ha commesso nemmeno un fallo in Bundesliga. Nemmeno uno. Pazzesco.

Philipp Lahm Campione Del Mondo GermaniaForse è anche e soprattutto per questo che è stato per anni in nazionale (fino al suo ritiro) e a tutt’oggi nel Bayern, capitano e leader indiscusso di una generazione di talenti che ha vinto praticamente tutto.
È da una sconfitta però che nascono tutte le vittorie.
La finale di UEFA Champions League 2012 persa contro il Chelsea, come ammetterà lui stesso, ha dato lo slancio a tutti per vincere 12 mesi dopo a Wembley la Coppa dalle grandi orecchie e, a molti di loro, anche il Mondiale 2014 l’anno successivo.

Dopo quella partita potevamo crollare, morire definitivamente oppure crescere ancora. Ho parlato con i miei compagni, ci siamo guardati e tutti insieme abbiamo scelto la seconda“.

La decisione shock

Nel luglio 2014 appunto toccherà l’apice in Brasile, alzando la tanto sognata Coppa del Mondo da capitano. Subito dopo, la decisione shock: a soli 30 anni, decide che il suo momento in nazionale è terminato. Un fulmine a ciel sereno per il calcio tedesco.
Adesso una nuova voce improvvisa rimbalza dalla Baviera. Sembrerebbe che Lahm abbia deciso di lasciare a fine stagione, a soli 33 anni, il calcio giocato.

 

“Gli ho detto che deve giocare fino a 40 anni come Paolo Maldini, perché per me è un giocatore fantastico.”

Anche Carlo Ancelotti le sta provando tutte per cercare di convincerlo. La speranza è che ci riesca, perché il calcio avrà sempre bisogno di giocatori, bandiere, uomini così.
Comunque vada, qualsiasi sia il giorno in cui deciderai di smettere, il mondo calcio non può che dirti “Danke Philipp!”

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