C’è qualcosa di magico in quel nome e cognome. La stessa magia che porta due parole ad unirsi ad altre due, tramite un cordone ombelicale interamente rosso. Il tutto racchiuso in un numero, diventato punto di riferimento per i bambini nati dal 1998 al 2015.
La maglia è quella rossa, il numero è l’8. Un binomio che associato risponde a quel nome e cognome: STEVEN GERRARD. Lo stadio manco a dirlo: ANFIELD ROAD.
Tante scivolate su quel campo. Tutte di gioia tranne una, quella costata un titolo, inseguito una carriera intera e rimpianto per tutta la vita.

Quando trascorri la bellezza di 28 anni nello stesso club, passare ad un’altra squadra equivale a cambiare sport.

Nemmeno a dirlo, dopo un anno negli Stati Uniti arriva il ritiro, perché su quel cuore che batte forte se non c’è il “Liver Bird”, tanto vale appendere gli scarpini al chiodo.
Due coppe d’Inghilterra, due coppe di Lega inglese, due Community Shield, una Coppa Uefa, una Champions League e due Supercoppe europee. Il suo palmares recita questo, ma Steve il trofeo più importante lo ha coltivato negli anni: l’amore della Kop.
Altre squadre gli avrebbero potuto offrire più soldi e sicuramente più vittorie, nel suo cuore però c’è stato sempre e solo un unico grande obiettivo: lottare per il Liverpool.
Non era superficialità, nemmeno sbadataggine. Era puro automatismo. Si, l’automatismo di milioni di persone, nell’associare la parola “Liverpool” ad una bandiera rossa,  sventolante e fiera con un numero 8 sulle spalle.

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Beh quelle persone potranno continuare a farlo ancora adesso, perché la strada di Steven Gerrard e quella di Anfield Road, non si divideranno mai.
Nessuno vorrebbe essere un tifoso “reds” in questo giorno così triste, sinonimo inconsapevole della fine di un’era; tutti però lo sarebbero voluti essere,  nei precedenti 28 anni, così da poter raccontare al Mondo di aver tifato per la Leggenda di Anfield.
La sua carriera è finita, ma sarà impossibile riuscire a scindere le due cose: Gerrard e Liverpool. Quella scivolata contro il Chelsea, è insignificante di fronte alle 186 fatte con la maglia rossa, quella maglia che lo accompagnerà in eterno.
Si perché oggi è finita una carriera, ma non la storia d’amore. Quel bambino diventato uomo, continuerà ancora a baciare quella maglia rossa che per lui ha sempre significato felicità.
Per cancellare 28 anni non basterà una vita. Sia chiaro, è un arrivederci e non un addio, perché non esiste Liverpool senza Steven Gerrard. E poi, il primo amore o lo sposi o te lo porti dietro per tutta la vita, lui è stato un fenomeno anche in questo, è riuscito a fare entrambe le cose…

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