Fiorentina – Juventus: 90 minuti all’inferno

A Firenze le partite non finiscono mai, soprattutto quelle in bianco e nero

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©riservadilusso

Ogni anno Firenze si prepara a vivere una giornata fuori dall’ordinario. Una giornata  che porta con se cento anni di storia e dissapori, con quel primo clamoroso e umiliante 11-0 rifilato a una giovanissima Fiorentina di dilettanti nel 1928 che molti preferiscono non ricordare.
Una giornata che comincia con un caffè e le chiacchiere in un bar di Piazza della Signoria e finisce sul prato verde di Viale Fanti. Una giornata che ha il tasto rewind premuto per non dimenticare quel gol annullato a Graziani, quel rigore non tirato da Baggio e quella sciarpa raccolta da terra. Fiorentina-Juventus non è una stracittadina, ma la tensione che si respira la mattina del match fa dimenticare di colpo a tutti i 400 chilometri che separano queste due città.

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Baggio mentre esce dal campo dopo aver raccolto la sciarpa viola

Dichiarazioni che pesano

Non siamo provinciali, per noi è una gara come le altre”.  Antonio Conte

Fiorentina-Juventus si gioca in campo, sugli spalti tra striscioni, coreografie e sfottò, ma anche con le chiacchiere dei protagonisti, che con le loro dichiarazioni più o meno pesanti, mirano a colpire sempre là dove fa più male.
“Io bandiera della Fiorentina? Io come Antognoni? Il pensiero c’è…”. Il 2017 non è poi così lontano e le parole di Federico Bernardeschi si percepiscono ancora nella
Fiesole. Il suo passaggio alla Juventus sarebbe stato ugualmente doloroso senza queste parole? Difficile dirlo, sarà sicuramente l’ex più atteso della gara. Ancora una volta.
La Juventus non è nuova alle rivalità delle concorrenti e con la mentalità vincente che ha costruito negli anni è solita caricarsi in queste occasioni per sferrare colpi letali nei 90 minuti, ma questa non sarà una gara come le altre, tantomeno una gara di provincia e di poco conto per la classifica. Per la giovane Fiorentina di Pioli i 3 punti in palio sono fondamentali per lasciarsi alle spalle una serie troppo lunga di pareggi e per non abbandonare la corsa verso quell’obiettivo rispettabile che si chiama Europa.  

Benvenuti all’inferno

Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”.

Nell’inferno del Franchi entreranno undici giganti in maglia bianconera, uno con la scritta Ronaldo sulla schiena. Sulla carta non esiste partita, ecco perché la Fiorentina deve puntare alla perfezione per ottenere la vittoria e la gloria. Solo così potrà entrare davvero nella storia e scrivere un finale epico in questa sua personale Divina Commedia.

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