CHE FATICA I QUARTI DI FINALE

felipe luis- vardy-atletico madrid- leicesterLeicester e Atletico è per fare la storia. Da una parte Vardy e compagni, per un mix di criminalità e passione che supera i livelli di sicurezza. La truppa di Shakespeare vuole dare un lieto fine a questa trama, o quanto meno rimandare il ‘the end’ almeno alle semifinali. Non è facile, non lo è per niente. Come non lo è mai una gara di questo tipo, più insidiosa di un tema di italiano per il povero Antonio Cassano. Lo sa bene l’Atletico, scottato in 2 delle ultime 3 finali di Champions, ma nonostante tutto ancora lì, a darci dentro, a far capire che a Madrid il calcio non è solo un affare blanco. Griezmann è l’uomo del momento, più caldo di una bistecca sulla griglia a pasquetta. È lui che ha deciso la gara d’andata, su calcio di rigore. Perché caldo, sì, ma anche terribilmente freddo.

Due squadre lontane tra loro, per obiettivi di campionato, per situazioni, per blasone. Eppure, dannatamente simili. Perché testarde, coriacee, ignoranti, delinquenti. Ma anche belle, romantiche, ed emozionanti, come poche in Europa. Il generale Simeone contro Shakespeare, che di poetica oltre il nome ha la sua storia con le Foxes. Tutto sembra poter offrirci un match coi fiocchi, con tutte le carte in regola per farci divertire, o piangere, per chi il calcio lo vive e non lo vede soltanto.

PETER PARKER, RE ARTU’ E LE ELEZIONI AMERICANE

Da Londra a Madrid, ormai la capitale del calcio che conta. Lo diciamo noi e, se non vi bastiamo, lo dicono i fatti. Perché l’Atletico è costantemente lì, vicinissima a vincere quella coppa dalle grandi orecchie che tutti sognano, ma che solo alcuni vedono dal vivo, per sfiorarla o per alzarla. E in tutto questo, il Real vince. Decima e undecima, nello spazio di un respiro, nell’arco di 730 giorni. Più o meno quanto ci ha messo Bobo Vieri per diventare campione e maestro (anche) di foot volley.

Le merengues affrontano il Bayern Monaco nel quarto di finale che più di tutti sarebbero potuto essere l’atto conclusivo, la partita che in molti si aspettavano di vedere a Cardiff. Eppure, stasera al Bernabeu ci si gioca ‘solo’ l’accesso in semifinale, dopo un’andata da urlo. Un euro Neuer, più agile di Peter Parker nelle sere in cui indossava il suo costume rossoblù. Più insuperabile del muro tra USA e Messic…veramente insuperabile. Vidal, nonostante i vari impegni con la sua banda sudamericana, sempre decisivo, sempre al top nel suo ruolo in Europa, sempre, semplicemente, Re Arturo. E poi lui. Il solo, l’unico. Quello che non si definisce Re perché non vuole limitare sé e la sua fame di successo. Lui, CR7.

Ronaldo 100 golMister 100 gol in Champions

L’unico sulla faccia della terra ad aver raggiunto la tripla cifra per reti segnate nella massima competizione continentale. È lui a guidare la carica per gli uomini di Zidane, senza possibilità di replica. Perché dall’altra parte c’è Carletto, che nelle serate europee vorrebbe vincere perfino a tressette, tanto è competitivo, tanto è vincente. L’1-2 dell’andata è definitivo quanto un sondaggio delle elezioni americane. La carica dei 101 (gol) per il portoghese sarà una delle chiavi di questo match. Un’altra potrebbe essere l’attacco del Bayern, da sempre una sicurezza in gare importanti, anche se all’asciutto nell’ultimo turno di Bundesliga contro il Leverkusen, cosa che ha fatto stracciare non poche schedine. Lewandoski, Robben, Ribery, Muller, e chi più ne ha più ne metta. Le bocche di fuoco non mancano, ma sono tante anche nella truppa madrilena. Speriamo tengano pronti degli estintori, ci aspetta un match rovente!

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