Cassano: Una vita al massimo.

Antonio Cassano ha ormai messo la testa a posto da tempo, quasi da tornare nel mondo del calcio.
Ma guardandosi alle spalle e alla chance sprecata al Real Madrid, ecco emergere un pizzico di rammarico. In una lunga intervista al quotidiano spagnolo As, il 33enne attaccante blucerchiato ricorda i trascorsi con la camiseta blanca, le scorribande, le liti ma anche il piacere di giocare con grandi fenomeni. E l’ammissione di essere stato anche sesso-dipendente. Poi ha conosciuto Carolina Marcialis, che è diventata sua moglie, e quindi si è calmato. «Nel mio cuore ci sono tre squadre: la prima è la Samp, poi c’è l’Inter di cui sono tifoso sin da piccolo, e quindi il Parma, soprattutto dopo tutto quello che è successo. Il resto l’ho già dimenticato, anche il Real dove avrò giocato 3-4 volte – sorride – Ma è stata colpa mia, e poi allora c’erano i migliori del mondo e della storia come Ronaldo, Zidane e Raul».

 «Sono andato in giro a fare lo stupido»

«Non potevo dire no al Real. Molta gente avrebbe pagato per giocare lì ma in campo andava solo uno fra me e Robinho. Ho cominciato bene, segnando, ma quando vai a Madrid puoi fare due cose: stare con la famiglia, concentrato, o andare in giro a fare lo stupido. E io ho fatto la seconda», ricordando con una battuta anche le splendide donne che giravano intorno allo sposatissimo David Beckham. «C’è rimpianto, non mi sono reso conto di essere nella squadra più grande della storia, solo uno stupido poteva comportarsi come ho fatto io a Madrid. Ho però giocato con due dei cinque migliori calciatori della storia, Zidane e Ronaldo il Fenomeno. E se avesse avuto la testa e la professionalità giusta, lo sarebbe stato anche Guti». Bello il ricordo che conserva ancora di Zizou.
«Non parlava mai, in un anno e mezzo lo avrà fatto tre volte, ma in quelle occasioni tutti lo ascoltavano senza fiatare».

Cassano: «A 20 anni puoi anche farlo ogni giorno»

antonio-cassano-carolina-marcialisFuori dal campo Cassano aveva più successo di Beckham, o grazie all’inglese. «Lui era perfetto ma era anche una brava persona ed era sposato. Il 100% delle ragazze volevano conoscere lui ma non era possibile. Io ero fidanzato quando sono arrivato a Madrid, ma dopo un mese… Cibo, sesso e calcio, ma fino al 2 febbraio 2008, quando ho conosciuto la mia attuale moglie. Prima di allora ero sesso-dipendente: quando hai 20 anni e ti piacciono le ragazze hai una forza che puoi farlo ogni giorno. E avevo la possibilità, ero Cassano, un giocatore del Real. Avessi fatto un altro lavoro non mi avrebbe guardato nessuno, nemmeno mia madre. Sono una brava persona ma mica bello. A Madrid però – ci tiene a precisare – non giocavo perché avevo 10 chili di troppo».

La lite con Capello

«Non fui messo  da parte da Capello per la famosa imitazione a bordo campo ma perché litigai con lui a Jerez. Vincevamo 3-1 e mi ha lasciato a riscaldarmi per 45 minuti. Ero fuori di me, quasi siamo arrivati alle mani. Aveva le sue ragioni e le ha ancora, ha tirato fuori il meglio di me, era un martello».

 

La fuga da Trigoria per il sesso e la doppietta alla Juventus

Tornando al sesso prima di una gara, Fantantonio sottolinea che ha avuto anche i suoi vantaggi. «Alla vigilia di un Roma-Juve 4-0 ho rubato le chiavi di Trigoria e sono tornato alle sei del mattino. Poi ho giocato la mia miglior partita, mi sono guadagnato un rigore e ho segnato due gol. Ancora oggi fatico a rinunciare al mangiare. Il mio peso ideale è 83 chili ma a inizio stagione sono arrivato alla Samp che ne pesavo 95, ora sono 83 ma so che posso ingrassare di 7-8 chili in un mese».

«Vengo dalla strada e ho personalità, ma il calcio non è la strada»

«Sono stato un disastro nei miei primi 16 anni di vita, potete definirmi ribelle o pazzo, poi è stato difficile cambiare quando ho iniziato a fare il calciatore professionista. Ma sono felice così. Io – continua ancora Cassano – vengo dalla strada e ho una personalità molto forte, pensavo che il calcio fosse come la strada ma non era così, solo ora ne sono cosciente. Anche avere dei figli ti cambia la vita».

«Il calcio è solo Messi, lui è come Federer. Cr7? È Nadal»

Diventato molto religioso dopo l’intervento al cuore nel 2011, Cassano confessa che da piccolo sognava da sempre di giocare con Totti, che il suo idolo è Maradona «ma ora per me il calcio è uno solo, il numero 10 del Barcellona. È lui il numero uno, poi si passa direttamente al numero tre, al numero quattro. E parlo di tutta la storia, anche meglio di Maradona». A giudizio di Cassano «Cristiano Ronaldo è come Nadal e Messi come Federer. Nadal è un fenomeno ma se cala fisicamente non può vincere tutto. Federer, a 35 anni e con la qualità che ha, è sempre al top».

 La Juventus dei «soldati»

«Alla Juve non sono mai voluto andare perché io sono molto latino e lì sembrano dei soldati. Sono dei professionisti e vincono. Ma io devo essere sovrappeso, mangiare quello che voglio, mandare a quel paese qualcuno, l’ho fatto con quasi tutti gli allenatori».

Poi come dimenticare l’arrivo da fidanzato a Madrid per soli due mesi…

Cassano, lo screzio con Totti, l’arrivo a Madrid

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