A poche ore dal fischio d’inizio di Porto – Juventus, è giusto dedicare una piccola grande parentesi ad un uomo che ha sempre saputo essere un esempio da seguire sia in campo che fuori. Signore e signori, Iker Casillas.

UNA CARRIERA IN STILE MONTAGNE RUSSE

Abbandonata (quasi forzatamente) Madrid un paio di anni fa, Casillas ha sempre continuato a giocare con grande gioia anche in Portogallo. L’arrivo di Mourinho nella capitale spagnola fece diventare il capitano delle ‘merengues’ uno spettatore non pagante parcheggiato in panchina. Un talento in parte rovinato che nel tempo ha faticato nel tornare a brillare. Nonostante quella situazione sconfortevole, Iker comunque non perse mai la determinazione di riprendersi quel posto da anni di sua proprietà. Un posto divenuto tale grazie a tanta dedizione a cui il portiere aggiunse il suo grande talento. 26 anni tra giovanili e prima squadra non si dimenticano facilmente, soprattutto se in questo arco di tempo si vincono tanti, tantissimi trofei. Il passaggio al Porto nel 2015 fu qualcosa di significativo e simbolico, quasi una rivincita personale…

Numeri alla mano, Casillas è stato e continua ad essere uno dei portieri più bravi su questo pianeta. Solo un certo Buffon ha saputo far meglio di lui a livello individuale (siamo sicuri però che anche questo discreto portinaio abbia qualità interessanti. Chapeau Gigi). Tornando alla carriera dello spagnolo, non si possono scordare episodi storici che lo hanno reso più volte protagonista.

DA DEL PIERO A… KIEV

Tra gli innumerevoli episodi in cui l’estremo difensore fu protagonista, ci teniamo a ricordarne tre in particolare. Indimenticabile fu quella notte del 5 novembre 2008. In un Real Madrid – Juventus fu fischiata una punizione pericolosa a favore dei bianconeri. Sulla palla si presentò Del Piero. Casillas decise di posizionare la barriera in una maniera insolita, sperando di confondere il 10 juventino. Tuttavia la folle mossa non portò a nulla di buono, e Alex imbucò facilmente la palla alle spalle dello spagnolo. Quest’ultimo venne criticato molto per la sua scelta, una scelta comunque coraggiosa che in pochi avrebbero azzardato, specialmente al Bernabeu. Si, fu un grande errore il suo, ma fu un errore che lo fece maturare molto.

Due anni dopo in Sudafrica la Spagna vince il mondiale grazie al gol di Iniesta nei supplementari. Intervistato a fine gara, Casillas non riesce a trattenere la gioia. Si disinteressa delle telecamere e bacia la compagna giornalista Sara Carbonero (un gran pezzo di… donna). Un gesto semplice e romantico che consacrò ulteriormente il portiere come un idolo sia in campo che fuori.

“Respect for the rival, respect for Italy”

L’ultimo episodio degno di nota riguarda l’Italia. Come scordarsi della finale persa malamente a Kiev durante gli Europei del 2012… sul 4-0 spagnolo venne concesso un recupero molto sostanzioso che non piacque a Casillas. “Respect for the rival, respect for Italy”, disse il numero 1 delle furie rosse all’arbitro. Nel calcio c’è chi dice che il rispetto è continuare a giocare sempre allo stesso ritmo nonostante il risultato sia pesante, come c’è chi dice che se il divario si fa troppo grande bisogna calare e gestire il pallone giusto per fare possesso. Tralasciando questo dibattito, in quelle parole la gente capì che in fondo Casillas era un semplice Campione che ammirava e rispettava altri grandi campioni…

In questi anni Casillas ha subito sempre grandi critiche. Ogni suo errore, se pur piccolo, è stato comunque ingigantito, facendogli perdere più volte la fiducia in sé stesso. Tanti commenti negativi, di cui molti fuori luogo o inappropriati. Ma stai pur certo Iker che tutti ti ricorderanno come un vincente assoluto…

 

 

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