Hanno definito Borriello come una ‘droga’

Borriello: “Ho vissuto a Napoli fino a 14 anni. Andare a scuola per me era una tragedia. La maestra spiegava e io pensavo alle rovesciate e ai tiri che dovevo fare con i miei amici del quartiere: giocavo in piazza, poi sono entrato in una scuola calcio. Nell’aprile del 1998 venne a vedermi Franco Baresi, che era il responsabile del settore giovanile del Milan all’epoca e feci una partita stupenda da esterno sinistro. A Napoli non vedevo futuro, mia mamma era contenta di mandarmi al nord, perchè avevo delle amicizie un pò così, c’erano bravi ragazzi e ce ne sono alcuni che sono ancora oggi in galera. Abitavo nel quartiere col più alto tasso di omicidi in Campania. Mio padre è stato ucciso dai boss quando avevo 11 anni. Non ho solo tatuaggi, ma anche una cicatrice grande da 35 punti.

 

Belen è all’isola dei famosi

 

…e io ho dei problemi al muscolo. Un dolore terribile al flessore destro. Mi curano con i fattori di crescita, non passa. Mi chiamano e mi dicono: “Belen è all’isola, tu soffri psicologicamente, temi di perderla, non ne sei consapevole, e così avverti il dolore. Tutti nello staff si convinceranno come per magia che fosse vero: ‘stai soffrendo per Rubicondi e Belen’. A me di Rubicondi non me ne importava nulla. Avevo un male cane. Un giorno, lo schianto finale, si annodano due muscoli della coscia. Avevo un grumo di sangue. Non avevano visto nulla.
Mi ha salvato il dottor Enrico Castellacci. 35 punti di sutura muscolare.”

Le donne, gli amori, i gol e i moltissimi infortuni.
Un’infanzia difficile con la morte del padre, poi il Genoa, il Milan, la Juventus, la Roma.
Belen, Nicole Minetti e Nina Senicar che hanno definito Borriello come una ‘droga’.
Bomber in campo e fuori.


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