“Bisogna prendersi per mano e tornare in alto”

Bernardeschi dice la sua sulla situazione attuale della Nazionale Italiana.

I problemi della nazionale Italiana sono ormai conosciuti e non li scopriamo di certo noi. Gli Azzurri non vincono una gara ufficiale da ben 11 mesi, veramente troppi, nel mezzo di questi 11 mesi c’è una mancata qualificazione ai mondiali di Russia 2018 e un inizio ben poco entusiasmante in queste 2 prime giornate di Nations League.

Il primo punto toccato dall’attaccante juventino è un repentino cambio di mentalità.

“Attraversiamo un periodo particolare, ma una cosa è certa: prima di voler vincere – ha esordito l’attaccante -, bisogna prepararsi a vincere. Questo è fondamentale. Se si vuole tutto subito, alla fine si stronca tutto. Non ci si può aspettare una Nazionale che vinca 4-0 le prime cinque amichevoli, se è così c’è qualcosa che non va. Si è toccato il fondo, in queste circostanze ciò che bisogna fare è prendersi per mano e tornare in alto tutti insieme. Serve un cambio di mentalità: tutti quanti, stampa, giocatori e addetti ai lavori, dobbiamo andare nella stessa direzione. Questo cambio di mentalità deve avere un unico obiettivo, far ripartire il calcio italiano e riportare l’Italia in alto, dove merita di stare”.

Bernardeschi dice la sua su Mancini:

Mancini è uno che sa perfettamente cos’è il calcio. Ha giocato, è stato un grandissimo campione ed un grandissimo allenatore. E lo sarà ancora: serve pazienza e bisogna dargli fiducia, lui è l’uomo giusto per far ripartire il calcio italiano”

Federico poi spende qualche parola per i suoi giovani compagni:

“Il nostro è un gruppo che vale – ha concluso -, sono presenti giovani di prospettiva, oltre che giocatori di personalità. Il gruppo è sano, è forte ed è da questo che si deve ripartire. Il cambio di mentalità è anche legato ad un discorso di crescita dei giovani: è normale che un giovane ha bisogno di tempo e non può essere un veterano, chi ha giocato tre partite in Nazionale non può essere come chi invece ha collezionato ottanta presenze. Ma c’è una cosa da non sbagliare, non bisogna criticare un gruppo di giovani e dire che questi non sono pronti. E’ necessario dare loro il tempo di crescere. In passato si sono trovati in situazioni simili anche giocatori come Del Piero, Totti e Maldini: un calciatore cresce e matura con il tempo, nel calcio l’esperienza fa tanto”.

Con la speranza che questa Nazionale torni presto tra le big mondiali…


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