Baggio era questo

“Nel ’98 arrivò all’Inter Roberto Baggio.
E non esagero se dico che, oltre ad essere stato un grande campione, è un uomo da ammirare anche fuori dal campo. Uno dei più generosi che abbia mai conosciuto.
Grande amante di caccia, ricordo che andava a stanare le proprie prede insieme ad Angelo Peruzzi. Entrambi amano i cani, ne avevano di bravissimi per le loro battute di caccia.
La generosità di Roberto si dimostra dopo una serata in ritiro, quando proietta un suo video di caccia in Argentina. Si vede in primo piano che, quando la preda cade, un cane meraviglioso schizza a recuperarla.
«Che cani fantastici» dico «mi piacerebbe averne uno. Di che razza sono?»
E lui: «Labrador». «Appena posso devo regalarne uno così a Paula, la fanno impazzire» osservo. Finisce lì.
15355611_1685297991800539_6555633480725582046_nIl giorno dopo Baggio mi chiama: «Dai Pupi, andiamo a cena, cinghiale e patate, hai fame? Un mio amico ha un ristorante a Pavia, lo cucinerà per noi». Però prima di metterci a tavola, Roby mi fa: «Accompagnami in macchina, ho dimenticato una cosa». Apre la portiera, e una palla di pelo, un cucciolotto di Labrador, rotola fuori. «Che carino! Ti sei preso un cagnolino nuovo?» dico io.
E Roby mi fa: «È vostro, dallo a Paula da parte mia, siete una famiglia bellissima». Che meraviglia d’uomo.
Baggio era questo. La sua generosità era pari alla capacità di stringere i denti nel calcio, superando infortuni sconfortanti che lo hanno martoriato fin dagli esordi…”

[ Javier Zanetti, tratto da “Giocare da uomo” ]

Baggio-Mazzone, un binomio calcistico che è già nostalgia…

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