In molti penseranno, è stato solo un calciatore, perché osannarlo o erigerlo a eroe?
Beh, onestamente, sarebbe alquanto riduttivo e offensivo dire o pensare che sia stato un semplice giocatore.
Per me è stato un insieme di emozioni, un misto tra passione, esaltazione, gioia, immedesimazione. Per me, che ero solo un ragazzino, è stato il “Calcio” in tutto il suo significato.
Per me è stato quel giocatore a cui ispirarsi quando giocavo nel campetto sotto casa con gli amici. “Ronaldo, Ronaldo, il fenomenooo… Goooool” E via con l’immaginazione.
Si provavano i doppi passi, le accelerazioni palla al piede, le sue esultanze… Sempre lui, solo lui. Per quelli della mia generazione, ad esser onesti, era impossibile non amarlo e non ispirarsi a lui.
Riusciva a rendere semplici cose impossibili, faceva gol o giocate impensabili e ti veniva da dire: “no, non può essere umano questo qui!”
Per la prima volta ho creduto all’esistenza degli alieni. La mia mente adolescente percepiva un qualcosa di sovrannaturale in lui e solo i suoi terribili e ripetuti infortuni lo riportavano tra i comuni mortali.
Il tallone d’Achille, o meglio, “il ginocchio di Ronaldo”. Una vera e propria maledizione.
Quando ha smesso di fare il calciatore un brivido ha attraversato tutta la mia schiena. Non potevo credere che una parte della mia adolescenza potesse andar via con il suo addio al calcio. Ma poi ripensandoci bene, posso essere solo felice. Felice di aver vissuto la sua epoca. Felice di essermi comprato maglie, scarpe, poster, fino a spendere tutte le mie paghette, credendo che bastasse poco così per emularlo.
Felice di averlo potuto ammirare e, per quel che si poteva, di essermi ispirato a lui, Ronaldo: l’extraterrestre che ha cambiato il calcio…

TANTI AUGURI RONNIE! BUON COMPLEANNO FENOMENO! ❤️

#RonaldoDay

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