La storia del calcio, la storia del possesso palla, la storia scritta da poeti che scrivevano in punta di piedi. Il 7, l’8 il 9 ed il 10 verdeoro…

C’era una volta un Brasile che aveva il 7 che sparava missili terra aria e diventava verde come Hulk…

C’era una volta un Brasile che aveva l’8 che giocava in smoking bianco e disegnava magie…

C’era una volta un Brasile che aveva il 9 che solo a nominarlo ti veniva la pelle d’oca…

C’era una volta un Brasile che aveva un 10 coi dentoni ed il codino che scherzava con gli avversari come fossero birilli…

C’era una volta un Brasile che con il suo 7, il suo 8, il suo 9 ed il suo 10 là davanti poteva giocare tranquillamente senza il suo 1…

 

 

 

C’erano questi campioni che hanno fatto storia e che ora in molti ricordano più per le loro vicende fuori dal campo…

 

Il 7 per i festini e la droga…

 

 

 

 

 

 

L’8 per la sbiadita parentesi madrilena e l’esilio negli USA ed oggi per la “prova” da dirigente rossonero…

 

 

 

 

 

 

Il 9 per la pancia e le ginocchia di cristallo…

 

 

 

 

 

Il 10 per le scorribande al carnevale e la vita sregolata…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io il 7 lo ricordo per la bomba contro il Real al debutto con l’Inter…

L’8 lo ricordo per il dribbling contro lo United che mandó a sbattere Heinze ed Evrà come fossero ubriachi…

Il 9 lo ricordo per così tanti motivi che non so quale scegliere… Vada per la prima stagione all’Inter quando insegnó il calcio in Italia…

Il 10 lo ricordo per la tecnica, per il suo “elastico” e per le rovesciate…

 

Quando poi avremo tempo, parleremo anche del 6 di quella squadra…

 

 

 

 

 

 

 

 

Nostalgia canaglia, questo era il Brasile che piaceva a me!

Quello di oggi si basa su di un 10 che con gli sponsor e con le chiacchiere è grande, ma è piccolo piccolo in campo, come dimostrato nell’ultimo mondiale.
Il 7, l’8 e il 9 a memoria non so neppure chi siano, sono passati poi solo due mesi… Questo la dice molto lunga…

Saudade do Brasil…

E.C.

 


 

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