5 Novembre il D-day ovvero il Del Piero day

…è il 5 novembre 2008

Valentino Rossi è campione del mondo MotoGP in carica in sella alla sua Yamaha YZR-M1.

Marco Simoncelli è da una manciata di giorni campione del mondo 250.

3 giorni fa Massa ha vinto il Gran Premio del Brasile ad Interlagos, ma Hamilton si è laureato campione del mondo superando all’ultimo curva Glock.

Bolt è l’uomo più veloce di sempre nei 100 metri e la Spagna è campione d’Europa dopo una vita di insuccessi.

Cristiano Ronaldo è il favorito per il Pallone d’oro, titolo che non ha ancora mai vinto.

Jovanotti, Giusy Ferreri e i Coldplay si contendono la vetta delle hit più ascoltate in Italia coi singoli “A te”, “Non ti scordar mai di me” e “Viva la vida”.

Da pochi giorni gli studenti di tutto il Paese sono scesi nelle piazze e hanno occupato le scuole manifestando contro il decreto sulla scuola di Mariastella Gelmini e sulla legge 133.

Siamo in piena crisi finanziaria, con il crollo delle borse che ha fatto bruciare 450 miliardi di euro con perdite delle borse europee che vanno da -7% a – 9%.

Proprio oggi il senatore semplice Barack Obama è stato eletto 44° Presidente degli Stati Uniti d’America, primo afroamericano nella storia è anche mercoledì, ed è serata di Champions.

L’Italia, bloccata davanti ai teleschermi, è rappresentata dalla Fiorentina che affronta in casa uno scomodo avversario, il Bayern Monaco e dalla Juventus, che ha il proibitivo compito di affrontare a domicilio il Real Madrid.

I bavaresi stanno tornando ai livelli di un tempo dopo anni appannati, la Viola vive un momento della sua storia magico, con un Prandelli in più in panchina e una squadra che entrerà nei cuori dei tifosi composta dai vari Frey, Dainelli, Gamberini, Zauri, Felipe Melo, Montolivo, Santana, Gilardino, Jovetic, Pazzini, Mutu.

Il Real Madrid è come al solito una delle squadre da battere in assoluto. In campo scendono un mix di giovani forti e affermati e giocatori esperti: Casillas; Sergio Ramos, Cannavaro,
Heinze,Van der Vaart, Marcelo; Snejider, Higuain, Diarra, Guti, Raul, Van Nistelrooy, Saviola, Drenthe.
La Juve si è appena riaffacciata al palcoscenico europeo dopo gli anni più bui della sua storia ed è guidata in panchina da Claudio Ranieri, mentre in campo la formazione è tutt’altro che imbattibile.
Il reparto difensivo è composto da Manninger, Mellberg, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro, la linea mediana da Marchionni, Tiago, Sissoko e Nedved, mentre in attacco agisce il tandem Amauri-Del Piero.

Al Franchi la Fiorentina mette sotto il Bayern. A fine primo tempo Mutu sta decidendo la gara.
Al Bernabeu al giro di boa la Juve è incredibilmente avanti. Ha segnato al 17′ Del Piero, con un sinistro in corsa dal limite all’angolino.

La Fiorentina meriterebbe la vittoria, ma viene raggiunta nel finale da un gol di Borowski. 1-1 e bicchiere mezzo pieno.
Nel secondo tempo di Madrid, invece, succede quello che non t’aspetti.

Il Real ora attacca, a differenza di un primo tempo nel quale gli 11 di Ranieri avevano dimostrato buona solidità, ma concede inevitabilmente spazio alle ripartenze bianconere. Proprio da una di queste nasce un fallo sui 25 metri dalla porta di Casillas.
Corre il minuto 22 del secondo tempo e Alessandro Del Piero chiude la partita con un destro a effetto direttamente su punizione.
0-2 palla al centro e partita congelata.

Fino al minuto 87, quando (il futuro Sir Claudio) Ranieri richiama il suo capitano e butta dentro De Ceglie.

Mi viene in mente un solo termine: apoteosi (calcistica, ovviamente)

80 mila spettatori circa si alzano in piedi ad applaudire e rendere omaggio alla meravigliosa prestazione (e carriera) di un quasi 34 enne che è stimato e rispettato da chiunque ami il calcio.
La standing ovation del Bernabeu a Del Piero rappresenta un gesto di “riconoscenza” e cortesia non per forza dovuta, ma conquistata e meritata per colpi di genio, classe, stile e signorilità.

delpiero-alex-bernabeu-real-madrid-juventus

Erano le 22 e 30 circa di quel 5 novembre 2008 e il tempo s’è fermato.
Una fotografia che porteremo sempre nel cassetto dei ricordi con affetto e nostalgia, un ricordo magico da custodire e tramandare.
L’esempio di quanto bello e significativo sia per noi questo “stupido” gioco.
L’esempio di un calcio pulito e bello da vedere, dove l’avversario riconosce la grandezza di chi lo sta battendo e lo applaude.
Un ideale utopico.
Amo Alex Del Piero anche e soprattutto per questo:
è stato capace di trasformare un ideale utopico, Bernabeu (e non solo) docet , in realtà.
E questa è una vittoria piú grande di qualsiasi trofeo.


POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

“O tifi Rosario o tifi Newell’s, altrimenti non sei nessuno”